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Giasone aiuterà Atlante? Le banche italiane dopo la Brexit

banche 28 giugno 2016

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - Puntare innanzitutto a una risposta unitaria europea sugli effetti della Brexit, chiedendo maggiore flessibilità e una risposta europea alle eventuali instabilità bancarie. Magari immaginando una sorta di 'fondo Atlante europeo' che possa intervenire nei casi di necessità sia per le ricapitalizzazioni sia sulle sofferenze.

Questo, secondo quanto si apprende da fonti di governo, il "piano A" dell'esecutivo, sul tavolo anche nel vertice a tre di lunedì sera tra Renzi, Merkel e Hollande.

Agire da soli, con un intervento isolato, ragiona una fonte del Tesoro, sarebbe troppo rischioso. Ecco perché, si apprende, sebbene fino a domenica l'ipotesi di un Cdm straordinario per varare un piano da 20-40 miliardi a sostegno delle banche era sul tavolo, il governo ha deciso di fermare tutto e monitorare la situazione.

L'obiettivo principale dell'Italia in questo momento quindi, anche sul piano delle banche che continuano a scendere in picchiata a Piazza Affari, è chiedere una risposta europea.

Una delle idee sul tavolo, viene riferito, è utilizzare il fondo Juncker o una sorta di fondo Atlante europeo per sostenere gli istituti in difficoltà, magari facendo da garante sull'emissione di obbligazioni bancarie.

Solo in un secondo momento, viene spiegato, se questa risposta europea non dovesse arrivare e le banche italiane dovessero soffrire la Brexit più delle attese, allora potrebbe entrare in capo un "piano B". Ovvero un ventaglio di strumenti da mettere in campo per evitare un effetto a catena con rischi sulla stabilità finanziaria.

Tra questi il principale che potrebbe essere messo in campo, viene spiegato, è far sì che la Cdp possa comprare le obbligazioni bancarie, con garanzia del Tesoro. A prescindere dalla Brexit, viene riferito, a breve il governo potrebbe dover supportare la nascita di un fondo Atlante 2 (già si parla di Giasone o Ercole come nomi) o rifinanziare quello attuale, con capitali di assicurazioni e fondi pensione, per intervenire sulle sofferenze bancarie.

Il Fondo Atlante finora infatti, viene osservato, ha agito solo sulle ricapitalizzazioni e non ha più tante risorse per intervenire anche sulle sofferenze.

In questo senso si avrebbe bisogno di un secondo intervento. L'ingresso dello Stato nel capitale delle banche sarebbe invece vista come una soluzione di extrema ratio, visto anche l'impatto negativo che avrebbe sull'elettorato.

Allo stesso modo fonti di governo escludono la possibilità che l'Italia, da sola, possa sospendere il bail-in. (Public Policy)

@VioC

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