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GIUDICI DI PACE, IN COMMISSIONE CAMERA PARERE FAVOREVOLE CON RISERVA

28 giugno 2012

(Public Policy) - Roma, 28 giu - La strada è quella del parere favorevole, ma con molte perplessità da parte della stessa maggioranza. La commissione Giustizia alla Camera è alle prese con lo schema di decreto legislativo sulla nuova distribuzione sul territorio degli uffici del giudice di pace. Un testo che lascia perplessi Pd, Pdl, Idv e Terzo Polo, e vede nettamente contraria la Lega Nord.

Nelle intenzioni del Governo c'è l'accorpamento di 674
uffici distribuiti sul territorio nazionale, nell'ambito di
un'opera di risparmio e razionalizzazione della spesa
pubblica. Accorpamento che permetterà - secondo i calcoli
dell'Esecutivo - di 'recuperare' 1.944 giudici di pace e
2.104 unità di personale amministrativo.

Le critiche della commissione spaziano dall'"eccesso di
delega" (delega approvata nel 2011 dall'allora maggioranza
di centrodestra, e relativa alla riorganizzazione generale
degli uffici giudiziari), al "mancato rispetto del criterio
della dimensione del territorio".

I due relatori, Mario Cavallaro (Pd) ed Enrico Costa (Pdl)
hanno presentato una proposta di parere favorevole
subordinato a diverse condizioni: innanzitutto chiedono di
attuare insieme "le deleghe relative agli uffici di pace e
agli uffici giudiziari", per poter verificare così "la
permanenza diffusa nei territori di un presidio di giustizia
di prossimità"; altra condizione richiesta è quella di
valutare, "con parametri oggettivi e ai fini dei carichi di
lavoro", i procedimenti penali, civili e quelli di natura
amministrativa.

I due relatori chiedono poi che non si tenga conto del
parametro ("Non previsto da alcun principio e criterio di
delega") relativo al numero minimo, per poter mantenere un
presidio giudiziario, di 100 mila abitanti per ciascun
circondario; infine, chiedono di rispettare pienamente la
delega "tenendo conto delle peculiarità del territorio e
delle infrastrutture, della situazione socio-economica
nonché delle esigenze proprie delle zone soggette alla
pressione della criminalità organizzata". (GAV)

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