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GIUSTIZIA, BERNARDINI (RADICALI): DUE QUESITI SUL DIRITTO DI VOTO DEI DETENUTI

15 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 15 gen - Sull'esercizio del diritto
di voto da parte dei detenuti è stato superato l'ostacolo
del reperimento delle tessere elettorali, ma rimane quello
dei detenuti di Lazio, Lombardia e Molise assegnati in
istituti di altre regioni e al momento illegalmente esclusi
dal voto delle regionali.

Parole della deputata radicale (eletta nella fila del Pd)
Rita Bernadini, diffuse in una nota di oggi. Dopo
l'approvazione della risoluzione sul diritto di voto dei
detenuti, il 12 dicembre 2012, Bernardini ha notificato al
ministero dell'Interno alcune problematicità che impediscono
il corretto svolgimento delle procedure.

Secondo Bernardini, la circolare del ministo diffusa in
tutte le carceri, volta a chiarire le due criticità, "non è
sufficiente a risolvere entrambi i problemi posti".

I DUE QUESITI
Il quesito risolto, scrive la Bernardini, è questo: "In che
modo i detenuti aventi diritto al voto si procurano la
tessera elettorale? La risposta del Ministero: i detenuti
devono fare una dichiarazione di impossibilità a reperirla
o, laddove corrispondesse al vero, una dichiarazione di
smarrimento. Così il Comune dovrà inviare al Carcere il
certificato sostitutivo".

Il quesito non risolto riguarda, invece, le elezioni
regionali di Lazio, Lombardia e Molise. Bernardini ha
chiesto in che modo i detenuti elettori di tali regioni,
assegnati però in istituti penitenziari di altre regioni,
possono esercitare il loro diritto di voto.

"Il Prefetto Pansa - si legge nella nota - mi ha riferito
che la competenza è del ministero della Giustizia e che
aveva investito della questione il capo del Dap Giuseppe
Tamburino, al quale ho immediatamente scritto chiedendo lumi
anche perché, a quel che a me risulta, sono migliaia i
detenuti elettori di Lazio, Lombardia e Molise che sono
stati assegnati in Istituti penitenziari di altre regioni,
peraltro in violazione dell'Ordinamento Penitenziario che
sancisce la territorializzazione della pena".

"Attendo risposta - ha concluso - augurandomi che non
arrivi a babbo morto, visto che si tratta dell'esercizio di
un diritto costituzionalmente protetto".

RISOLUZIONE SUL DIRITTO DI VOTO DEI DETENUTI
La risoluzione sul diritto di voto dei detenuti, presentata
a prima firma da Rita Bernardini, è approvata con modifiche,
nelle commissioni riunite Giustizia e Affari costituzionali
alla Camera, il 12 dicembre 2012.

IL CONTENUTO DELLA RISOLUZIONE
Secondo il provvedimento, vista la complessa procedura
prevista dalla normativa, il diritto di voto dei detenuti
rischia di rimanere tale solo sulla carta se non
tempestivamente preceduto da una campagna informativa dentro
le carceri per far sì che gli stessi detenuti siano messi al
corrente di quali sono gli adempimenti necessari che loro
per primi sono chiamati ad assolvere nel caso avessero
intenzione di votare. (Public Policy)

SOR

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