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Giustizia, la bozza del dlgs sui diritti degli indagati: arriva l'obbligo dell'informativa scritta

giustizia 30 giugno 2014

ROMA (Public Policy) - "Rafforzare i diritti procedurali di indagati o imputati in procedimenti penali". È l'obiettivo del dlgs che attua la direttiva Ue 2012/13 sul diritto all'informazione nei procedimenti penali, che entrerà oggi in Cdm (alle 17) e di cui Public Policy è in possesso. Il provvedimento è composto da quattro articoli.

L'IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE SCRITTA Innanzitutto si prevede l'introduzione nel nostro ordinamento, con delle modifiche al Codice di procedura penale (articoli 293 e 386), "dell'obbligo di consegna tempestiva di una comunicazione, redatta per iscritto, volta ad informare la persona fermata o arrestata (in flagranza di reato o perchè destinataria di una misura cautelare custodiale) di un elenco di diritti a lei spettanti".

Ci sarebbe anche la possibilità che l'informazione sui diritti "avvenga oralmente", ma solo "qualora la comunicazione scritta non sia prontamente disponibile in una lingua conosciuta dall'indagato e sempre che la successiva consegna della comunicazione dei diritti, per iscritto, sia comunque fornita senza ritardo".

COSA CAMBIA PER I GIUDICI Modifiche anche agli articoli 294 e 391 del Cpp: "Si prevede che sia il giudice, al primo contatto con la persona arrestata, fermata o sottoposta a misura cautelare di tipo custodiale, a verificare di ufficio, o su richiesta dell'interessato o del suo difensore, che le informazioni sui diritti siano state adeguatamente fornite, dovendo, in caso contrario, provvedervi personalmente".

Se il giudice non provvedesse, l'omissione "comporterebbe una menomazione dei diritti della difesa, integrando una nullità di ordine generale". Gli indagati o gli imputati, che non siano in stato di arresto o fermo, hanno diritto a ricevere l'informazione prima dell'interrogatorio o, "al più tardi, al termine della conclusione delle indagini preliminari".

QUANDO ENTRA IN VIGORE IL DLGS? Il trentesimo giorno successivo alla sua pubblicazione, con un differimento - rispetto alla procedura normale - "in ragione - si legge nell'articolo 4 - della necessità di provvedere alla predispozione dei modelli informativi e di procedere alla relativa traduzione nelle lingue più diffuse". (Public Policy)

GAV

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