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GIUSTIZIA, CANCELLIERI: STELLA POLARE DEL MIO IMPEGNO SARÀ IL CITTADINO

22 maggio 2013

CANCELLIERI

AUDIZIONE DEL MINISTRO IN COMMISSIONE GIUSTIZIA A PALAZZO MADAMA

(Public Policy) - Roma, 22 mag - Cita il premio Nobel
dell'Economia Amartya Sen "la giustizia ha a che fare con la
vita vissuta delle persone, e investe la libertà concreta".

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri in
audizione in commissione Giustizia di Palazzo Madama delinea
le linee programmatiche del suo dicastero partendo dal libro
dell'economista indiano per ribadire il suo impegno per una
giustizia che abbia come "stella polare il cittadino. Al
centro - dice - ci sono le persone con i loro drammi
quotidiani e con le loro istanze di giustizia".

Tracciando le prospettive alla guida del ministero di via
Arenula, Cancellieri garantisce che il suo impegno sarà di
assoluta disponibilità con un "atteggiamento laico rivolto
al merito dei problemi" e per trovare "soluzioni utili a
garantire la pienezza dei diritti dei cittadini".

In questa prospettiva il Guardasigilli intende rafforzare
il rapporto di proficua e solida cooperazione con la
Pubblica amministrazione "consapevole dell'interrelazione
con tutte le componenti istituzionali e territoriali
pubbliche e private. Un approccio che richiede attenzione
sul piano organizzativo e culturale".

PRIORITÀ SONO I TEMPI
"Una giustizia ritardata è di fatto una giustizia
dimezzata. Fronteggiare questa emergenza è una priorità
politica". Ha continuato Annamaria Cancellieri. "Si tratta
di un impegno che però - ha precisato - richiede un impegno
corale".

Il ministro cita alcuni dati che sottolineano la lentezza
dei processi. "A giugno 2012 nei tribunali erano pendenti
3.357.528 procedimenti civili e 1.279.492 penali. In Corte
d'Appello erano pendenti 439.506 procedimenti civili e
239.125 penali. In Cassazione 99.484 procedimenti civili e
28 591 penali. La lentezza del processo civile è un vulnus
dolente che indebolisce la cogenza stessa delle sanzioni e
autoalimenta i carichi di lavoro, costituendo un incentivo a
disattendere gli impegni contrattuali".

CREARE UFFICIO STAFF DEL GIUDICE
I ritardi della giustizia sono un elemento che
disincentivano gli investimenti in Italia. La scelta del
Paese nel quale investire è fortemente condizionata dalla
qualità in termini di efficienza e rapidità del suo sistema
giudiziario. Il ministro Cancellieri affronta il legame tra
i ritardi della giustizia e gli investimenti economici.

"In questa direzione - ha dichiarato - mi riprometto di
sollecitare l'attenzione dei responsabili degli uffici
affinché si dotino del programma di smaltimento
dell'arretrato nel quadro della riorganizzazione complessiva
degli uffici giudiziari".

In via più strutturale per incidere sul primo grado di
giudizio "credo - ha continuato - nella utilità della
creazione dell'ufficio di staff del giudice che gli assicuri
il necessario supporto. È una misura che nella falsariga di
esperienze pilota ha dato buoni risultati e che potrà
generare un incremento della produttività della qualità e
dell'efficienza del sistema giudiziario"

CARCERI SITUAZIONE DRAMMATICA
"La situazione è drammatica ogni oltre misura - ha detto in
merito alle carceri - si tratta di una questione di
prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile, che
chiama in gioco il prestigio e l'onore dell'Italia".
A maggio 2013, spiega il ministro, erano presenti nei 206
istituti penitenziari italiani, 65.891 detenuti di cui oltre
23 mila stranieri a fronte di una capienza regolamentare di
47.040 detenuti.

"Lo stato delle carceri italiane - ha chiosato - presenta
situazioni di insostenibile degrado che negli ultimi anni si
sono aggravate a causa della mancata di misure volte a
fronteggiare situazioni di criticità emergenziali. A fronte
di questo drammatico quadro del sistema carcerario italiano,
il ministro ha ricordato la "mortificante sentenza della
Corte europea con la quale il nostro Paese è stato
condannato lo scorso 8 gennaio". "Una sentenza che rende
indifferibile affrontare il problema".

Cancellieri propone alcune soluzioni, in particolare quelle
emerse dai lavori svolti dalla commissione mista per lo studio
dei problemi della magistratura di sorveglianza che ha puntato
sulla 'decriminalizzazione astratta', ossia l'abrogazione di
fattispecie di reato o trasformazioni di reati in illeciti
amministrativi con sanzione pecuniaria. Ma, ha proseguito il
ministro, bisogna lavorare sul fronte della
razionalizzazione del sistema sanzionatorio penale.

NUOVE PENE DETENTIVE
L'intervento dovrà riguardare in primo luogo le nuove pene
detentive non carcerarie (per le pene detentive non
superiori a 12 mesi poi elevate a 18).

"La reclusione - ha precisato - va limitata ai reati più
gravi con l'introduzione della detenzione domiciliare e del
lavoro di pubblica utilità, inteso come obbligo di fare a
favore della comunità". Poi il ministro ha proposto forme
alternative di definizione del procedimento penale,
condizionate a programmi di trattamento cui sottoporre
l'imputato (come nel caso dell'istituto della sospensione
del processo con messa alla prova).

Infine la riforma del giudizio in contumacia con la previsione
della sospensione del processo nei casi in cui l'imputato assente
non abbia avuto una effettiva conoscenza del processo a suo carico.
Un tema questo, precisa Cancellieri, di cui si discute da
anni e che merita di essere affrontato con coraggio e
realismo.

ATTUAZIONE RIFORMA FORENSE
"La nuova disciplina dell'ordinamento forense, lungamente
attesa dall'avvocatura e discussa dalle Camere" è stata
approvata dopo 4 anni di discussione in modo plebiscitario.

Questo il giudizio del ministro della Giustizia. "Il testo
che riforma organicamente la disciplina della professione
forense contiene numerosi rinvii a regolamenti di attuazione
nella maggior parte affidati al ministero della Giustizia.

Sul punto - ha assicurato il ministro - intendo assicurare
che è mia intenzione procedere a dare il massimo impulso
all'attuazione della riforma attraverso un lavoro congiunto
e condiviso con i protagonisti del mondo forense". (Public
Policy)

SAF

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