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GIUSTIZIA, COSA PREVEDONO I CINQUE REFERENDUM RADICALI DEPOSITATI OGGI

Custodia cautelare, Rossomando (Pd): ddl non solo anti sovraffollamento 28 maggio 2013

(Public Policy) - Roma, 28 mag - Cinque quesiti referendari
"per una giustizia giusta". Li hanno depositati questa
mattina in Cassazione i Radicali. Si va dalla responsabilità
civile dei magistrati all'abolizione dell'ergastolo.

RESPONSABILITÀ CIVILE DEI MAGISTRATI
"Con questi due quesiti - si legge in una nota del partito
guidato da Marco Pannella - si intende rendere più agevole
per il cittadino l'esercizio dell'azione civile risarcitoria
(indiretta) nei confronti dei magistrati, e ciò anche per i
danni da questi cagionati nell'attività di interpretazione
delle norme di diritto o nella valutazione dei fatti e delle
prove".

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI
"Il modello processuale del giusto processo imposto
dall'articolo 111 della Costituzione e proprio di ogni
democrazia liberale - sostengono i Radicali - non può
realizzarsi senza un giudice 'terzo', ossia realmente
equidistante tra il pubblico ministero e il difensore".

NO ALL'ABUSO DELLA CUSTODIA CAUTELARE
Secondo i promotori dei quesiti referendari "lo strumento
della custodia cautelare in carcere ha subìto una radicale
trasformazione: da istituto con funzione prettamente
cautelare, a vera e propria forma anticipatoria della pena
con evidente violazione del principio costituzionale della
presunzione di non colpevolezza".

Per questo, con il referendum, "si intende limitare la
possibilità di ricorrere al carcere prima di una sentenza
definitiva".

ABOLIZIONE DELL'ERGASTOLO E FUORI RUOLO
"Abolire il carcere a vita - si legge ancora - significa
superare il concetto di pena come vendetta sociale. In molti
Paesi europei, e non solo europei, l'ergastolo non è
previsto neppure come ipotesi. Quello che deve essere
chiaro, al di là delle opinioni politiche e personali, è che
la nostra Costituzione afferma che la pena deve tendere alla
rieducazione del condannato. E il 'fine pena mai' è
incompatibile con questo principio costituzionale.

Infine c'è un quinto quesito che riguarda i magistrati
fuori ruolo, chiedendo misure maggiormente restrittive per
il loro lavoro. (Public Policy)

GAV

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