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GIUSTIZIA, DOMANI SI VOTA LA RISOLUZIONE SUL VOTO DEI DETENUTI

10 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 10 dic - Dopo 41 giorni la deputata
radicale Rita Bernardini (eletta nelle fila del Pd), il
presidente dell'associazione Detenuto Ignoto, Irene Testa, e
il segretario dei Radicali lucani, Maurizio Bolognetti,
hanno interrotto lo sciopero della fame. La decisione è
stata presa a seguito della caledarizzazione della
risoluzione sul diritto di voto dei detenuti.

Domani, infatti, nelle commissioni riunite Giustizia e
Affari costituzionali alla Camera verrà discussa alle 14,30
la risoluzione sulla tutela del diritto di voto dei detenuti
(prima firmataria proprio la deputata radicale).
La risoluzione ha visto un consenso piuttosto trasversale
con le firme di 40 deputati di diversi gruppi parlamentari
(Pd, Pdl, Udc, Idv e Fli).

"Pur essendo moltissimi i reclusi che conservano il diritto
di voto, finora soltanto il 7% di loro è stato messo nelle
condizioni di esercitarlo, a causa di ostacoli e
complicazioni burocratiche che privano i detenuti di un
diritto dovere fondamentale", fa sapere Rita Bernardini.

Di poche centinaia, infatti, sono stati coloro che hanno
esercitato questo diritto negli ultimi decenni pur essendo
previsto per coloro che sono in attesa di giudizio (il 40,1%
dei detenuti) e per coloro che non hanno avuto pene
accessorie.

In vista della riunione delle due commissioni, familiari di
detenuti e rappresentanti della comunità penitenziaria si
riuniranno domani al Pantheon alle 12 per poi spostarsi alle
14,15 davanti a Montecitorio per salutare l'inizio della
discussione con una "battitura simile a quella che i
detenuti stanno conducendo a orari fissi nelle carceri
italiane".

IL CONTENUTO DELLA RISOLUZIONE
Con la risoluzione si chiede al Governo di sollecitare,
attraverso il Dipartimento dell'amministrazione
penitenziaria, i direttori degli istituti penitenziari
affinché informino tempestivamente i detenuti sugli
adempimenti da compiere per essere ammessi al voto in
carcere; di avviare in tempo le operazioni di registrazione
nelle liste elettorali dei detenuti elettori e la consegna
delle loro tessere.

Viene poi chiesto di emanare una circolare affinché si
assicuri in anticipo l'esercizio del diritto di voto dei
detenuti che non hanno perso il godimento dei diritti civili
e politici, in particolare di quelli interessati dalle
elezioni regionali di febbraio e che sono reclusi in regioni
diverse da quelle in cui risultano residenti e infine di
individuare una modifica dei punti più critici della
normativa italiana in materia di esercizio del diritto di
voto dei detenuti.

IL VOTO DEI DETENUTI
I detenuti per esprimere il diritto di voto devono far
pervenire al sindaco del comune di residenza, tramite il
direttore dell'istituto di pena, una dichiarazione che
attesti la volontà di esprimere il voto nel luogo di
detenzione. Il sindaco a sua volta dovrà includere le
dichiarazioni in specifici elenchi da consegnare, il giorno
precedente alle elezioni, al presidente di ciascuna sezione.

Il seggio speciale deve essere costituito da un presidente
e due scrutatori. Dovrà essere costituito il giorno
precedente le elezioni, contemporaneamente
all'insediamento dell'ufficio elettorale di sezione. Le
schede votate vengono poi portate nella sezione elettorale e
immesse nell'urna. (Public Policy)

SOR

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