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Giustizia, il Parlamento ha approvato il trattato Italia-Cina sull'estradizione

cina 04 settembre 2014

ROMA (Public Policy) - L'Aula del Senato ha approvato ieri a maggioranza, per alzata di mano, la ratifica e l'esecuzione del trattato di estradizione tra l'Italia e la Cina, fatto a Roma il 7 ottobre 2010.

Con questo trattato le parti, ovvero Italia da una parte e Repubblica popolare cinese dall'altra, si impegnano reciprocamente a consegnarsi persone ricercate che si trovano sul proprio territorio per dare corso ad un procedimento penale o per consentire l'esecuzione di una condanna definitiva.

Viene stabilito che l'estradizione sarà concessa quando il fatto per cui si procede o si è proceduto nello Stato richiedente è previsto come reato anche dalla legislazione dello Stato richiesto. Per quanto riguarda i reati fiscali si stabilisce che l'estradizione potrà essere accordata anche quando la disciplina dello Stato richiesto, in detta materia, sia differente da quella dello Stato richiedente.

Il Trattato prevede due tipologie di rifiuto dell'estradizione. L'estradizione sarà negata, oltre che nei consueti casi ormai consolidati nelle discipline pattizie internazionali, anche quando la persona richiesta sia stata già definitivamente giudicata nello Stato dove si trova per lo stesso fatto per cui si richiede la consegna, o quando, nello Stato richiesto, sia intervenuta una causa di estinzione del reato (o della pena).

Inoltre, viene previsto, la richiesta di estradizione sarà rifiutata quando c'è un fondato motivo di ritenere che la persona richiesta possa essere sottoposta, per il reato oggetto della domanda di estradizione, a trattamenti illegali e disumani, o all'esecuzione di una pena vietata dalla legislazione dello Stato richiesto (ad esempio la pena di morte o pene corporali). (Public Policy)

VIC

 

 

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