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GIUSTIZIA, ISTAT: SOLTANTO IL 10% DEI 76.982 DETENUTI HA CONDANNA DEFINITIVA

993789-001 18 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 18 dic - Al 31 dicembre 2011 erano
detenute nelle carceri italiane 66.897 persone, con una
riduzione dell'1,6% rispetto al 2010. Il numero di detenuti
presenti è di gran lunga superiore alla capienza
regolamentare, fissata a 45.700 posti.

La maggior parte dei detenuti entrati nelle carceri nel
2011 (76.982) è in attesa di giudizio, mentre soltanto il
10% circa ha una condanna definitiva. Il 25% di questi torna
in libertà entro una settimana. Sono dati Istat.

Il cosiddetto fenomeno delle "porte girevoli" (detenzioni
brevi) riguarda quasi esclusivamente gli imputati (il 98%).
Le violazioni della normativa sugli stupefacenti
rappresentano la tipologia piu diffusa di reati per i
detenuti presenti (27.459). Seguono i reati contro il
patrimonio, per i quali si contano 17.285 detenuti che hanno
commesso rapine e 13.109 per furto.
Il 95,8% dei detenuti è di sesso maschile: si tratta di una
quota stabile nel corso del tempo.

Cresce al 36% la percentuale dei detenuti stranieri (era il
29% nel 2000). Tra i detenuti entrati in carcere dallo stato
di liberta gli stranieri rappresentano il 43%.
Le detenute con prole al seguito sono ospitate in sezioni
idonee per bambini fino a tre anni. Al 31 dicembre 2011
erano 50 e avevano quasi tutte un solo figlio con sé, mentre
le donne in gravidanza erano 13.

Gli asili nido funzionanti al 31 dicembre 2011 erano 17.
Il sovraffollamento rende l'impatto con il carcere molto
duro. La media in Italia e pari a 146 detenuti su 100 posti
letto: la situazione peggiore si registra in Puglia (182
detenuti presenti ogni 100 posti disponibili), la migliore
in Trentino Alto Adige (72).

Non mancano le forme di protesta: lo sciopero della fame è
la piu diffusa, 6.628 casi nel 2011, seguono il rifiuto del
vitto e delle terapie (1.179 casi) e il danneggiamento degli
oggetti (529 casi).

Le forme di protesta non
collettive sono comunque diminuite del 16,8% rispetto al
2010, soprattutto le astensioni dalle attivita lavorative e
trattamentali e i danneggiamenti.

Nel corso del 2011 sono stati registrati 63 casi di
suicidio (pari a 0,9 su 1.000 detenuti mediamente presenti)
e 1.003 di tentato suicidio, mentre sono stati 5.639 gli
atti di autolesionismo.

Dei 38.023 condannati detenuti in carcere circa la metà (il
51%) deve scontare una pena inferiore a cinque anni.
Il 45,6% dei detenuti non ha avuto carcerazioni precedenti,
il 41,8% ne ha avute da 1 a 4 e il restante 12,6% piu di 5.

Il 62,7% dei detenuti è nato in Italia, il 32% al Sud.
I detenuti stranieri provengono per la maggior parte
dall'Africa (50,4%), in particolare dal Marocco e dalla
Tunisia, e dall'Europa (38,4%).

Il 58,3% dei detenuti ha meno di 40 anni. Una quota
minoritaria (neanche il 17%) ha più di 50 anni e circa il 5%
più di 60 anni.

I corsi scolatici attivati nel 2010/2011 sono stati 946: li
ha frequentati il 21,8% della popolazione penitenziaria e 4
su 10 sono stati i promossi. Sono stati invece 291 i corsi
di avviamento professionale.

Pochi detenuti hanno la possibilita di lavorare, il 20,9%.
Quaranta anni fa erano 1 su 2, ma il costo della manodopera
era più basso. Significative le differenze regionali: in
Veneto circa uno su due lavorano per soggetti esterni
all'Amministrazione penitenziaria.

Sono circa 10 milioni i detenuti nel mondo, in gran parte
già condannati. Il tasso di detenzione per 100.000 abitanti
è pari a 112,6 in Italia, a 127,7 in Europa, a 156 nel
mondo. (Public Policy)

SPE

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