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GIUSTIZIA, LETTERA NAPOLITANO A REPUBBLICA: MAI OFFERTO SCUDO A BERLUSCONI

small_110202-192438_italy_republic_day_rom109 14 marzo 2013

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(Public Policy) - Roma, 14 mar - Giorgio Napolitano scrive
una lettera a Repubblica, pubblicata in prima pagina
stamattina, sostenendo di "non aver mai offerto uno scudo" a
Berlusconi.

Il Capo dello Stato parla sia dell'incontro avuto martedì
al Quirinale con la delegazione del Pdl, composta da
Angelino Alfano, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto
all'indomani della "marcia" sul Tribunale di Milano, sia
della riunione con i vertici del Csm di martedì sera.
E sostiene: "È risultato ben chiaro che nessuno 'scudo' è
stato offerto a chi è imputato in procedimenti penali da cui
non può sentirsi 'esonerato in virtù dell'investitura
popolare ricevuta'".

Riferendosi all'incontro al Colle con Alfano e i capigruppo
del Pdl, Napolitano scrive: "E' falso che mi siano stati
chiesti 'provvedimenti punitivi contro la magistratura':
nessuna richiesta di impropri interventi nei confronti del
potere giudiziario mi è stata rivolta, come era stato subito
ben chiarito nel comunicato diramato alle 13 dalla
Presidenza della Repubblica. Né la delegazione del Pdl mi ha
'annunciato' o prospettato alcun 'Aventino della destra'".

"L'incontro - spiega il Presidente della Repubblica - mi
era stato richiesto da Alfano la domenica sera
nell'annunciarmi l'annullamento della manifestazione al
Palazzo di Giustizia di Milano (poi svoltasi la mattina
seguente senza preavviso, da me valutata 'senza precedenti'
per la sua gravità). L'incontro in Quirinale con i
rappresentanti della coalizione cui è andato il favore del
29% degli elettori, era stato confermato dopo mie vibrate
reazioni espresse direttamente ai principali esponenti del
Pdl per la loro presa di posizione. Quel rammarico, ovvero
deplorazione, è stato da me rinnovato, insieme con un
richiamo severo a principi, regole e interessi generali del
Paese".

Parlando poi dell'incontro avuto martedì sera al Colle con
il comitato di presidenza del Consiglio superiore della
magistratura (Csm), il Capo dello Stato dice: "Incontro -
dice - da me promosso in segno del mio costante rispetto
verso la magistratura e il suo organo di autogoverno".
"Mi auguro - conclude il Presidente - ci siano in ogni
occasione rigore e zelo nei confronti di tutti i sediziosi,
dovunque collocati e comunque manifestatisi". (Public Policy)

VIC

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