Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Giustizia, M5s: non ce l'abbiamo con Orlando, ma dialogo con FI è pregiudiziale

giustizia 26 agosto 2014

ROMA (Public Policy) - "Aspettiamo di vedere la ciccia. A noi ci interessa capire come sarà l'articolato di ogni singolo punto, come per esempio l'anticorruzione: come verrà disciplinato l'autoriciclaggio, il falso in bilancio, se e come si interverrà sulla prescrizione. Per ora siamo ancora in una nebulosa. Quella con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, non è una questione personale ma politica. Bisogna capire quanto è vincolato con la principale forza di opposizione apparente che è Forza Italia. Il dialogo con Berlusconi è diventato una pregiudiziale. Adesso aspettiamo le mosse del governo, siamo preoccupati che Forza Italia sia in realtà una forza di maggioranza occulta".

Così a Public Policy il senatore del M5s Maurizio Buccarella, componente della commissione Giustizia di palazzo Madama, spiega il punto di vista del Movimento sulla riforma della giustizia che dovrebbe entrare questo venerdì in Consiglio dei ministri. Proprio questa mattina Bebbe Grillo dal suo blog ha annunciato lo stop delle trattative tra il ministro Orlando e la delegazione pentastellata, di cui anche Buccarella ha fatto parte.

Uno stop del dialogo tra il guardasigilli e i rappresentanti M5s avvenuto - come spiega anche Buccarella - alla luce della trattativa intavolata con Forza Italia: "È chiaro che gli accordi politici fatti con Forza Italia si riverberano anche sulla riforma della giustizia, che da sempre è al centro dell'attenzione di Berlusconi, e questo ci mette in un'ottica di estremo allarme, anche alla luce di quel punto sulla giustizia che farebbe parte del patto del Nazareno".

Eppure appena ieri la segreteria particolare del ministro aveva inviato ai membri della delegazione M5s una mail per chiedere un incontro domani alle 16,30 in viale Arenula "sul tema della riforma della giustizia", come si legge nel corpo della lettera che Public Policy ha potuto visionare. "Insieme alla mail erano allegato delle schede generali, per esempio, sulla riorganizzazione della geografia giudiziaria o sull'informatizzazione del sistema giudiziario ma non è quella la vera riforma della giustizia".

Alla domanda se lo stop delle trattative non rischiasse di eliminare ogni possibilità di ottenere i risultati sperati dai 5stelle Buccarella risponde che "l'obiezione sarebbe giusta se ci fossimo preclusi anche la possibilità di consegnare al ministro le nostre proposte, cosa che invece abbiamo fatto portandogli tutte le nostre proposte di legge depositate alla Camera e al Senato e che riguardano, per esempio, la figura dell'agente provocatore o la sospensione della prescrizione dopo la condanna di primo grado o dall'esercizio dell'azione penale. La nostra opposizione sarà certamente dura ma non potrà che continuare a essere propositiva, come lo è stata in passato quando eravamo pronti a votare gli emendamenti del Pd - prosegue Buccarella - Partito democratico e Movimento 5 stelle avrebbero i numeri per essere maggioranza sulla giustizia ma la ragion politica e la necessità di governo evidentemente obbliga a fare delle scelte". (Public Policy) NAF

© Riproduzione riservata