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Giustizia, niente quorum per quesiti Radicali? Bernardini: occasione sprecata

pannella 28 novembre 2013

ROMA (Public Policy) - "Una occasione sprecata. Perché sicuramente, se fossimo stati ascoltati, se vivessimo in uno Stato di diritto, quello che si è verificato con il controllo delle firme non sarebbe il responso che ci è stato dato oggi".

Lo ha detto la segretaria di Radicali italiani, Rita Bernardini, intervistata a Radio Radicale sulle notizie per cui non sarebbe stato raggiunto il quorum delle 500 mila firme per i referendum sulla giustizia promossi dal partito guidato da Marco Pannella. Bernardini ha ricordato che "tutto è giocato sul filo", e che "abbiamo tutta la documentazione di decine di pacchi di firme arrivati in ritardo alla Cassazione per ritardi non nostri, ma delle società di spedizione, o addirittura degli stessi Comuni. Ancora in questi giorni arrivano le firme dalle segreterie comunali, per esempio".

"Lo voglio dire da Radio Radicale: il fatto che sia Corrado Carnevale presidente dell'Ufficio centrale sul referendum è per me una garanzia. Conosco lo scrupolo dell'uomo", ha detto la Bernardini. Ma, ha aggiunto, "ovviamente c'è il rammarico politico. Da una parte dobbiamo constatare l'atteggiamento della sinistra nei confronti dei referendum, tanto che in alcune feste de l'Unità i nostri militanti sono stati persino allontanati mentre tentavano di raccogliere le firme, e raccoglievano le firme su tutti i quesiti, anche su immigrazione e droga, che teoricamente dovrebbero essere temi cari alla sinistra".

"Dall'altra parte la riflessione da fare sul centrodestra. Intanto per la firma tardiva di Berlusconi, che ha sottoscritto i 12 referendum solo i primi giorni di settembre. Sappiamo tutti che quel momento di pubblicità ha fatto affluire molti cittadini ai tavoli. Ma sappiamo che nel Pdl c'è stato chi ha remato contro, qualcuno non ha raccolto affatto le firme, soprattutto nel nord Italia. Risposte seppure non vicine alle promesse che erano state fatte sono arrivate molto significative da Puglia, Campania e Calabria. E pensare che c'era chi, come Brunetta, diceva 'siamo noi che stiamo raccogliendo le firme', e prometteva che sarebbero state oltre i 5 milioni". "Certo, il gran numero di firme che ci è stato consegnato dal Pdl, comunque insufficiente, risentiva anche della scarsa capacità di questo movimento a raccogliere le firme secondo quanto prevede la legge", ha concluso la segretaria dei Radicali.

IL COMITATO PROMOTORE: CONTEGGIO FIRME NON ANCORA CONCLUSO

"Il conteggio delle firme non è stato ancora concluso". Lo rende noto il comitato promotore dei referendum sulla giustizia. In relazione a notizie di stampa secondo cui la commissione per i referendum istituita dalla Suprema Corte avrebbe terminato ieri sera il controllo delle sottoscrizioni, presentate in settembre dai Radicali e che per nessun quesito sarebbe stato raggiunto il tetto delle 500 mila firme necessario per dare il via libera ai referendum, il comitato promotore precisa:

"Avendo oggi alle ore 15,30 interpellato a tal proposito l'ufficio competente della Cassazione, ci è stato risposto che 'il conteggio delle firme non è stato ancora concluso'". Inoltre, i promotori ci tengono "a segnalare che, a distanza di sessanta giorni dalla scadenza stabilita dalla legge, continuano ad arrivare dai Comuni italiani buste contenenti numerose firme di sottoscrittori dei referendum, dodici delle quali nell'ultima settimana". (Public Policy)

GAV

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