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GIUSTIZIA, PRESENTATE 3 PROPOSTE DI LEGGE SU TORTURA, CARCERI E DROGHE

21 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 21 feb - Introduzione del reato di
tortura nel codice penale, legalità e rispetto della
Costituzione nelle carceri e depenalizzazione del consumo di
droghe. Sono le tre proposte di iniziativa popolare
presentate oggi a Roma, nella sede di Antigone, durante la
campagna "Tre leggi per la giustizia e i diritti", promossa
da molte associazioni, l'Unione delle camere penali, la
Cgil, il Coordinamento dei garanti dei diritti dei detenuti,
Forum droghe e Forum per il diritto alla salute in carcere.

Molti i politici e i candidati presenti: oltre al leader
Sel Nichi Vendola, Ilaria Cucchi (Rivoluzione civile),
Donatella Ferranti (Pd), Mario Marazziti (Scelta civica con
Monti), Flavia Perina (Fli), Irene Testa (Amnistia Giustizia
Libertà) e un rappresentante del M5s.

INTRODURRE REATO DI TORTURA NEL CODICE PENALE
La prima proposta prevede l'introduzione del reato di
tortura nel codice penale. Verrà inserito l'articolo 608 bis
che prevede la reclusione da 4 a 10 anni per il pubblico
ufficiale che infligga ad una persona lesioni o sofferenze,
fisiche o mentali, con lo scopo di ottenere da essa o da una
terza persona informazioni o confessioni. Verrà considerato
reato anche punire qualcuno per un atto che questo o
un'altra persona ha commesso o è sospettata di aver
commesso, di intimorirla o di far pressione su di lei o su
di una terza persona.

La pena verrà aumentata se si verificasse una lesione
personale e verrà raddoppiata in caso di morte. La stessa
pena è prevista per il pubblico ufficiale o l'incaricato di
pubblico servizio che istighi altri a commettere il reato,
si sottragga volontariamente all'impedimento del fatto, o
acconsenta tacitamente.

La proposta di legge prevede anche che il Governo italiano
non possa assicurare l'immunità diplomatica ai cittadini
stranieri condannati per il reato di tortura in un altro
Paese o da un tribunale internazionale.

In questo caso, il cittadino straniero verrà estradato
nello Stato in cui è in corso il procedimento penale o è
stata pronunciata sentenza di condanna per il reato di
tortura o, nel caso di procedimento davanti ad un tribunale
internazionale, nello Stato individuato dalla relativa
normativa internazionale.

LEGALITÀ E RISPETTO DELLA COSTITUZIONE NELLE CARCERI
La seconda proposta prevede l'istituzione del "Garante
nazionale dei diritti delle persone detenute o sottoposte a
misure restrittive della libertà personale da un'autorità
pubblica", organo completamente indipendente in merito a
giudizio e valutazione. Il Garante nazionale sarà un organo
collegiale, composto dal presidente, nominato dai presidenti
di Camera e Senato, e da quattro membri eletti a maggioranza
assoluta dalle due Camere. La carica durerà 5 anni non
prorogabili.

Le spese per il funzionamento del Garante nazionale sono a
carico di un fondo stanziato nel bilancio dello Stato e
iscritto nello stato di previsione del ministero
dell'Economia. Il rendiconto della gestione finanziaria sarà
controllato dalla Corte dei conti.

Per l'esercizio delle sue funzioni al Garante nazionale
saranno assicurate, da parte del Governo, tutte le
informazioni relative ai luoghi dove possono essere
ristrette persone private della libertà personale. Possono
rivolgersi tutti i detenuti e i soggetti privati della
libertà personale.

Il Garante nazionale quando verifica che le carceri non
assicurano il rispetto della dignità delle persone e il
divieto di trattamenti o pene inumani o degradanti, richiede
all'amministrazione interessata di agire in conformità a
tali principi, anche formulando specifiche raccomandazioni.

Oltre all'istituzione del Garante nazionale, la proposta di
legge prevede che nessuno entri in carcere se non ci sia la
disponibilità del posto letto regolare, che venga modificata
la legge Cirielli sulla recidiva, azzerando tutti gli
aumenti di pena, e che venga abrogato il reato di
clandestinità.

MODIFICHE ALLA LEGGE SULLE DROGHE
L'ultima proposta intende cambiare la legge sulle droghe,
modificando il codice penale. Non ci saranno più sanzioni
penali o amministrative per le persone che detengono, al
solo uso personale, sostanze stupefacenti o psicotrope
leggere. Sarà consentito, inoltre, l'uso terapeutico di
medicinali che abbiano come ingredienti queste sostanze ma
debitamente prescritti secondo la necessità di cura.

L'iniziativa prevede anche una riduzione di pena, che va
dai 3 mesi ai 2 anni di reclusione e una multa di 10 mila
euro, per chi viene trovato in possesso di una quantità
illecita di sostanze stupefacenti superiore ai limiti
indicati dal ministero della Salute. C'è anche una forma più
lieve di possesso che, come scritto nella proposta di legge,
prevede la riduzione della pena con la reclusione che va da
un mese a un anno e una multa di 2 mila euro.

La legge vigente prevede per i due reati rispettivamente:
reclusione dai 6 ai 20 anni con una multa che va dai 26 mila
ai 260 mila euro, e la reclusione dai 6 ai 22 anni con una
multa che va dai 26 mila ai 300 mila euro. Se l'autore dei
reati - si legge - è un tossicodipendente, il giudice, su
richiesta delle parti e sentiti l'imputato e il pubblico
ministero, può sostituire la pena detentiva con quella del
lavoro di pubblica utilità, se proprio non vuole concedere
la sospensione condizionale.

Infine, non può scontare la condanna in carcere il
tossicodipendente o alcoldipendente che stia svolgendo
un'attività terapeutica di recupero nei servizi pubblici di
assistenza, a meno che non ci siano esigenze cautelari di
particolare rilevanza. (Public Policy)

DAP

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