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GIUSTIZIA, SENATO: DDL PER ISTITUIRE IL TRIBUNALE DELLO SPORT

07 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 7 dic - Istituire il Tribunale dello
sport e garantire la velocità dei processi con solo due
gradi di giudizio consentiti.

Sono questi i punti principali del disegno di legge
assegnato in commissione Giustizia al Senato che porta la
firma degli schieramenti politici (Fli escluso).

La politica, dopo le recenti vicende legate al
"Calcioscommesse", ha ritenuto necessario intervenire per
regolamentare la giustizia sportiva, soprattutto nell'ambito
delle impugnazioni contro le decisioni delle Corti sportive.

GIUSTIZIA SPORTIVA DA RIFORMARE
Lo Statuto della Federazione italiana giuoco calcio (Figc)
regolamenta la giustizia sportiva e le pene che vengono
inflitte per illecito.

I senatori sono in totale disaccordo sulla definizione che
lo Statuto dà sui componenti che giudicano i tesserati
perché "nominati e retribuiti dalla Figc e quindi non
indipendenti. Inoltre, non sono neppure inamovibili, dal
momento che le cariche sono temporanee e non c'è nessuna
garanzia statutaria che li preservi da revoche anticipate".

Le funzioni della Procura federale sono identiche a quelle
degli organi giurisdizionali ordinari (raccolta delle prove,
indagini e dibattimento) e questo "viola l'articolo 102
della Costituzione perché nessuna forma di giurisdizione è
ammissibile se non quella che proviene dallo Stato".

Proprio per questa ragione le istanze in cui si esercita la
giustizia sportiva - secondo i parlamentari - vanno
considerate come organi amministrativi delle Federazioni
sportive, competenti a sanzionare i propri tesserati secondo
i rispettivi ordinamenti. Di conseguenza, le relative
decisioni, comprese quelle arbitrali, costituiscono atti
amministrativi impugnabili in sede giurisdizionale.

Le impugnazioni per le
sanzioni disciplinari, secondo la legge n.280 del 2003,
devono essere presentate al giudice ordinario, per
provvedimenti che violano diritti soggettivi (o di interesse
legittimo) del tesserato.

I senatori sono contrari a questo sistema di impugnazioni
perché "il tribunale del lavoro è quello più idoneo a
giudicare sugli effetti delle sanzioni disciplinari sui
rapporti lavorativi degli atleti professionisti".

"È del tutto insufficiente - hanno fatto poi presente - il
solo rimedio, in caso di accoglimento del ricorso da parte
del giudice amministrativo, del risarcimento del danno.
Senza la cancellazione definitiva della condanna e senza la
piena reintegrazione del profilo morale e professionale
dello sportivo, il solo risarcimento economico del danno non
lo ripagherà mai da una sentenza ingiusta e dal disprezzo
della pubblica opinione, e non solo di quella sportiva".

IL TRIBUNALE DELLO SPORT
Il provvedimento istituisce nella sezione lavoro del
tribunale di Roma un settore specializzato nelle
impugnazioni contro le decisioni delle Corti sportive
chiamato "Tribunale dello sport".

Sarà composto da un presidente, un vice presidente vicario
e tre giudici nominati tra i magistrati della sezione
lavoro, oltre che da tre giudici onorari esperti in diritto
sportivo (avvocati o docenti universitari) nominati dal
Consiglio superiore della magistratura.

Il tribunale giudica secondo le norme previste dal codice
di procedura civile in materia di lavoro.
Verrà ammessa, anche, la costituzione in giudizio della
società sportiva di appartenenza del tesserato e della
rappresentanza sindacale della categoria alla quale
appartiene.

VELOCITÀ NEI PROCEDIMENTI E DUE GRADI DI GIUDIZIO
I processi seguiranno il rito di quelli del lavoro e devono
essere veloci (venti giorni per il primo grado e quindici
per l'appello), per le particolari esigenze delle attività
sportive e la regolarità dei campionati di calcio.
(Public Policy)

DAP

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