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Giustizia, verso l'ok definitivo del trattato Italia-Cina sull'estradizione

cina 21 agosto 2015

ROMA (Public Policy) - In dirittura d'arrivo il ddl di ratifica ed esecuzione del trattato di estradizione tra Italia e Cina, fatto a Roma il 7 ottobre 2010, che alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva si appresta ad essere varato in via definitiva dall'aula della Camera.

Il ddl infatti è stato già approvato dal Senato ed il 5 agosto è stato licenziato dalla commissione Affari esteri della Camera. Il relatore Mario Marazziti (PI-Cd), in III commissione alla Camera, ha evidenziato che il trattato "è finalizzato a migliorare ed ottimizzare, nel settore giudiziario penale, l'azione di contrasto dei fenomeni criminali perseguita in collaborazione con i Paesi esterni all'area dell'Unione europea".

In sintesi il trattato, composto da 21 articoli, stabilisce l'impegno reciproco delle Parti a consegnarsi persone ricercate, per dare corso ad un procedimento penale o per consentire l'esecuzione di una condanna.

Tra le altre cose il trattato che sta per entrare in vigore disciplina anche i casi, obbligatori e facoltativi, in cui una delle due parti debba o possa negare l'estradizione, includendo, fra gli altri, i casi di reati politici (ad esclusione di quelli per terrorismo), quelli militari, in caso di concessione di asilo politico o ancora quando vi sia il fondato motivo di ritenere che la medesima persona possa essere punita per motivi di discriminazione.

Il relatore ha sottolineato come venga esclusa "l'estradizione nei casi in cui vi sia il fondato motivo di ritenere che la persona richiesta possa patire, in relazione allo specifico reato, torture o altri trattamenti degradanti e inumani o ancora nei casi in cui l'estradizione stessa potrebbe condurre all'esecuzione di pene vietate nell'ordinamento della parte richiesta, come, ad esempio, per l'ordinamento italiano la pena capitale".

Gitti ha quindi aggiunto "che il nostro Paese ha aderito a trattati, come quello con gli Stati Uniti d'America, che prevedono la possibilità di concedere l'estradizione anche per reati punibili con la pena di morte, purché lo Stato richiedente offra garanzie della non applicazione o esecuzione della pena capitale". (Public Policy) NAF

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