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GIUSTIZIA, ZANDA (PD): RIFORMARLA E POI FORSE AMNISTIA

Custodia cautelare, Rossomando (Pd): ddl non solo anti sovraffollamento 16 maggio 2013

GIUSTIZIA, ZANDA (PD): RIFORMARLA E POI AMNISTIA

(Public Policy) - Roma, 16 mag - "I membri del Governo non
debbono scendere in piazza contro la magistratura
dimenticandosi della divisione di poteri. Ma anche la
magistratura deve avviare una riflessione profonda. È
capitato che abbia rinunciato a parlare solo con i
provvedimenti giudiziari e che lo abbia fatto con
inopportune dichiarazioni pubbliche. Serve un riserbo che
spesso manca". Lo afferma il presidente dei senatori del Pd
Luigi Zanda in un'intervista al quotidiano Avvenire.

E aggiunge: "Ci sono state inchieste che la magistratura
avrebbe dovuto condurre con maggiore prudenza. L'arresto di
Ottaviano Del Turco ha cambiato ingiustamente le vicende
politiche in Abruzzo. E questo non doveva succedere".

Per Zanda è necessaria una riforma della giustizia. "C'è il
capitolo dei processi civili: la loro lentezza - dice -
uccide l'economia nazionale. E c'è il tema delle carceri:
sono diventate l'università del crimine, generano
criminalità. Ma mi spiego: l'affollamento disumano non
garantisce un recupero, ha un effetto contrario, chi entra
in carcere anche con pene lievi ne esce troppo spesso
trasformato in peggio. Allora servono proposte. Nuove
carceri, depenalizzazione di alcuni reati".

Amnistia e indulto, per il presidente dei senatori
democratici, "hanno un senso solo se sono legate a misure
strutturali. Perchè ogni volta che sono state concesse senza
riformare il sistema delle pene e senza intervenire sul
processo, chi è uscito dal carcere c'è troppo spesso
tornato". (Public Policy)

EPA

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