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Il Governo è al lavoro sul dm per rimborsare i risparmiatori

salva banche 19 gennaio 2018

ROMA (Public Policy) - Il Governo è a lavoro in questi giorni, e lo sarà per il prossimo mese, alla stesura del dm Mef (affidato al sottosegretario Pier Paolo Baretta) per rimborsare azionisti e obbligazionisti di Popolare di Vicenza, Veneto banca e dei quattro istituti Banca Etruria, Carife, CariChieti e Banca Marche.

La scadenza fissata dalla norma della legge di Bilancio 2018 per l'adozione del decreto è il 30 marzo 2018. Di mezzo ci sono le elezioni ma dal Mef assicurano che a occuparsene sarà il Governo attualmente in carica. Che dunque punta ad emanarlo prima di essere sostituito dal successivo. Il punto è il come.

Giovedì Baretta ha iniziato il confronto con le associazioni dei consumatori a cui seguiranno altri incontri a stretto giro, tra cui con Intesa San Paolo. Con l'istituto si dovrà soprattutto parlare della sinergia delle iniziative, visto che Intesa ha a sua volta aperto un Fondo di solidarietà di 100 milioni di euro per risarcire i casi socialmente più deboli degli ex risparmiatori delle due banche venete. Il fondo di Intesa si va ad aggiungere a quello creato dal Governo con la manovra 2018 e che prevede di utilizzare per i rimborsi 100 milioni di euro in quattro anni – dal 2018 al 2021 – dal Fondo interbancario di garanzia e dal Fondo dei conti dormienti.

Il decreto dovrà stabilire chi e in che modo avrà accesso ai rimborsi. Non si farà distinzione tra azionisti e obbligazionisti e il riconoscimento del danno potrà arrivare attraverso una sentenza del giudice o attraverso il ricorso alla Camera arbitrale dell’Anac, l’Autorità anticorruzione. Dovrebbero poi essere fissati dei parametri in base ai quali stilare una sorta di classifica dei risparmiatori, in base al reddito e alla percentuale investita; all'età; ai carichi familiari; situazione lavorativa; eventuali situazioni disagiate.  (Public Policy) VIC

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