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Governo, Brunetta chiede le dimissioni di Saccomanni

brunetta 03 dicembre 2013

ROMA (Public Policy) - Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, chiede le dimissioni del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni: "Non era lui - dice in una nota - l'uomo della Provvidenza, l'uomo di Napolitano, l'uomo di Draghi, l'uomo che rassicurava i mercati, l'uomo che avrebbe ridato credibilità all'Italia e riportato il nostro Paese su un sentiero virtuoso di crescita? Evidentemente no, tutt'altro".

Per Brunetta tutto parte dalle dichiarazioni del commissario Ue per gli Affari economici Olli Rehn, citato dall'ex ministro per la Pa: "L'Italia non sta rispettando il ritmo di riduzione del debito previsto dal fiscal compact e dal six pack. L'esatto contrario di quanto sostiene Saccomanni. Ma c'è di più: proprio per questa dinamica in aumento del debito pubblico, il nostro Paese non potrà beneficiare della clausola di flessibilità per gli investimenti produttivi nonostante rispetti l'altro vincolo di bilancio: il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil".

"Ma il richiamo sul debito pubblico italiano da parte della Commissione europea - continua Brunetta - non giunge nuovo oggi: già lo scorso 15 novembre, in sede di valutazione della legge di Stabilità, la Commissione aveva chiesto al governo Letta di fare maggiori sforzi per garantire un calo del debito in linea con gli impegni europei. A questo, il presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia avevano risposto con due mega conferenze stampa di lancio: l'una della spending review, l'altra di un grande (si fa per dire) piano di privatizzazioni".

"A quanto pare - dice ancora Brunetta - non è bastato, se il commissario Rehn ha commentato che la spending review sarà valutata positivamente non sulle intenzioni, ma solo se produrrà effetti concreti già nei primi mesi del 2014, cosa alquanto improbabile. E, anche con riferimento alle privatizzazioni, secondo il commissario, il contributo alla riduzione del debito pubblico sarà minimo. Cos'altro aggiungere? Nulla, se non la richiesta di dimissioni da parte del ministro Saccomanni". (Public Policy)

GAV

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