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GOVERNO, CIVATI: ASTENSIONE? NON AVEVAMO PARLATO DI MAGGIORANZA SENZA MARGINI DI TEMPO

04 ottobre 2013

GOVERNO, CIVATI: ASTENSIONE? NON AVEVAMO PARLATO DI MAGGIORANZA SENZA MARGINI DI TEMPO 

Foto - La Presse

(Public Policy) - Roma, 4 ott - "Quando abbiamo fatto la riunione del gruppo, non era emerso il quadro politico che mi ha personalmente orientato a non partecipare al voto. Epifani (Guglielmo, segretario Pd; Ndr) non l'ha spiegata proprio così, la questione di una nuova maggioranza senza margini di tempo e di raggio d'azione. E devo dire che anche il rinnovato patto di coalizione che era stato promesso nei giorni precedenti è risultato molto vago".

Risponde così, con un post sul suo blog, Pippo Civati deputato Pd e candidato alla segreteria nazionale a chi lo ha criticato per aver deciso di astenersi al momento del voto di fiducia al Governo Letta di mercoledì scorso. "Le mie posizioni sono note - aggiunge Civati - e a riprova di ciò c'è il fatto che il premier non ha ritenuto di ricevere anche me, come ha fatto con Cuperlo (Gianni; Ndr) e con Renzi (Matteo; Ndr), a Palazzo Chigi il giorno prima, per spiegare qual era l'impostazione radicalmente innovativa che intendeva seguire. Non l'ho ritenuto uno sgarbo, come ha scritto qualcuno, ma una decisione politica. Che assume che Civati è ininfluente ovvero non è d'accordo.

La seconda cosa è acclarata, la prima è certa dentro il Palazzo: nel partito lo verificheremo al Congresso". "Due sabati fa - continua - sono intervenuto in assemblea nazionale, da candidato, dicendo che per me si doveva andare a votare presto, facendo due cose, la legge elettorale e la legge di stabilità. Altri hanno ripetuto la stessa cosa, come ho ricordato ieri, poi hanno cambiato idea. Legittimo. Avevo anche chiesto che Sel fosse coinvolta con decisione, per ribadire quell'alleanza elettorale che uccidemmo quel pomeriggio di aprile. E puntualmente non è successo, perché ci sono patti elettorali che si possono anche tradire, che cosa volete che sia".

Sul voto di fiducia, conclude: "Il Pdl peraltro si è spaccato sì, ma anche no. E i numeri non si è capito bene quali siano stati e quali siano. E il compasso della maggioranza non si è esteso, ma si è piuttosto ritagliato un pezzo di Pdl, come sapete, per andare avanti, con toni dichiaratamente neocentristi che Epifani non aveva usato, la sera prima. A me è questo che interessa, per intenderci. E non mi pare un dettaglio". (Public Policy)

SOR

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