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Governo, firmato dpcm budget per pagare esterni e 'comandati' presidenza

ministeri stipendi 15 luglio 2014

ROMA (Public Policy) - È stato firmato il dpcm (decreto della presidenza del consiglio) che fissa tutti i budget della presidenza del Consiglio, ovvero che quantifica le risorse a disposizione della presidenza e dei tre ministeri senza portafoglio per stipendiare il personale degli uffici di diretta collaborazione. Lo si apprende da fonti di governo.

Il dpcm, che conterrebbe però 'riduzioni al budget' nell'ottica della spending review, era atteso da oltre quattro mesi da tutti quei collaboratori della presidenza e dei ministeri come Funzione pubblica, Rapporti con il Parlamento e Affari regionali, che finora hanno lavorato gratis o quasi.

Si tratta in particolare dei dipendenti 'esterni e dei cosiddetti 'comandati', che dall'insediamento del governo Renzi hanno continuato a svolgere le proprie mansioni (o ne hanno iniziate nuove in caso di nuovi incarichi) di fatto però non avendo un contratto reale, in attesa di questo dpcm.

Ora che il decreto del presidente del Consiglio è arrivato, si apprende, ogni ministero dovrà emanare a sua volta un decreto per ufficializzare la composizione degli uffici di diretta collaborazione e la ripartizione delle risorse.

Qualche dipartimento, come quello della Funzione pubblica, ha già provveduto nei giorni scorsi a emanare, da quanto si apprende, un decreto 'giuridico' per tutelare i dipendenti almeno dal punto di vista assicurativo e garantire, all'emanazione del dpcm con i budget, il pagamento anche degli arretrati. Ogni ministero per sè ora dovrà decidere come e quando mettere in atto tutto ciò. Di certo l'emanazione di questo dpcm da parte di Palazzo Chigi sblocca una situazione che stava sasperando gli animi. "In questi mesi ho dovuto chiedere dei prestiti per sopravvivere", racconta un dipendente 'esterno'.

Un numero esatto di quanti dipendenti siano interessati dal dpcm non c'è. Ma il calcolo può essere agevolato pensando che gli uffici di diretta collaborazione sono costituiti da un ufficio di gabinetto, un settore legislativo, una segreteria particolare e un ufficio stampa, ovvero quattro figure apicali. A questi si vanno ad aggiungere dipendenti interni e 'comandati' che non possono superare le 15 unità (di cui 5 esterni e 10 'comandati'). Solo nei tre ministeri senza portafoglio, quindi, i dipendenti la cui situazione viene 'sanata' sono più di 30. (Public Policy)

VIC

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