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GOVERNO, LA POLITICA DEVE RIPARTIRE DALL'ECONOMIA REALE /ANALISI

SONDAGGIO SWG: PDL AL 27,6%, PD AL 24%, M5S AL 21,8% 04 marzo 2013

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(Public Policy) - Roma, 4 mar - (di Aroldo Barbieri) Pil giù
del 2,4%, debito pubblico al 127%, 3 milioni di disoccupati.
Da questi tremendi dati Istat, relativi al 2012, con una
tendenza al rapido declino di un Paese che ha perso il 25%
della propria capacità industriale dall'inizio delle crisi,
deve partire la politica in questa settimana, che se non
sarà decisiva, certo assai indicativa circa il nostro
futuro.

Con l'incubo di un declassamento da parte delle agenzie di
rating, con lo spread in tensione, con il sistema bancario
carico di Btp e paralizzato dalle "sofferenze" di Stato e
imprese, è chiaro che non è lecito sbagliare mossa e farsi
tentare dai tempi lunghi.

Il Presidente delle Repubblica, cui spetta di affidare il
mandato, dopo i suoi incontri in Europa, ha messo in chiaro
di non veder bene un Governo di minoranza, che vada in
Parlamento a cercare i voti, volta per volta. È chiaro che
diffida di Grillo e della sua volontà costruttiva, sia per
le dichiarazioni dell'ex comico, sia della sua convenienza
nell'affondare definitivamente l'attuale sistema.

Il PD, partito di maggioranza complessivamente, ha in
calendario un'importante segreteria. I distinguo dalla linea
Bersani, che punta a mettere i "grillini" con le spalle al
muro: o partecipano attivamente in Parlamento
all'approvazione di un programma su pochi punti concordati o
si torna tutti al voto, non tiene conto del fatto che una
simile linea richiede, per aver successo, tempi non brevi e
soprattutto mette al centro di tutto il Parlamento, che
Grillo e i suoi, con caratteristiche di movimento, non
considerano decisivo.

È la conferma da parte di Bersani di una visione più legata
alle regole del passato che non alla realtà presente e
futura. In particolare, non si è tenuto adeguatamente conto
che il movimento di Grillo incorpora una forma di protesta
generazionale. Se, sempre secondo l'Istat, i lavoratori
italiani guadagnano mediamente ben meno di tedeschi e
francesi, i giovani neoassunti percepiscono il 61% in meno
rispetto a chi ha 15 anni di anzianità aziendale, per questo
è giusto interrogarsi se la persona e la strategia di un
politico di lungo corso e ultrasessantenne possa dialogare
con il movimento di Grillo.

La palla è in mano alla segreteria del Pd. La logica dice
che sarebbe sbagliato il muro contro muro con l'indicazione
di un solo nome al presidente della Repubblica. (Public
Policy)

ABA

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