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L'ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA, CON LETTA, SQUINZI E ZANONATO

23 maggio 2013

Festival del lavoro 2012 - Assemblea generale Federmeccanica

Oggi è il giorno dell'assemblea nazionale di Confindustria,
all'auditorium 'Parco della Musica' di Roma. Presenti sia
il presidente del Consiglio Enrico Letta che il ministro
dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. Oltre, ovviamente
al padrone di casa Giorgio Squinzi.


TUTTI I LANCI DI PUBLIC POLICY

CONFINDUSTRIA, ORLANDO: POSITIVA L'ATTENZIONE DI SQUINZI PER L'AMBIENTE
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "È una notizia molto
positiva l'attenzione che nel suo discorso il presidente
Squinzi ha voluto dedicare ai temi dell'ambiente e della
difesa del suolo come argomenti centrali per la crescita e
lo sviluppo del Paese. La sostenibilità dello sviluppo è il
tema del nostro tempo e l'ambiente, come ha detto anche il
presidente Letta, è una delle priorità economiche e sociali
dell'azione dell'Esecutivo". Così il ministro dell'Ambiente
Andrea Orlando ha commentato l'intervento del presidente
Giorgio Squinzi all'assemblea di Confindustria.

CONFINDUSTRIA, DE PETRIS (SEL): DA SQUINZI PASSO IN AVANTI VERSO IL BUON SENSO
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Ormai che le priorità del
Paese siano la crescita e il lavoro è un dato di fatto ed è
un bene che lo dica anche il presidente di Confindustria
Giorgio Squinzi. Si tratta di un concreto passo in avanti
verso il buon senso. Ma servono anche scelte strategiche per
un diverso modello di sviluppo: piccole e medie opere che
mettano al centro la qualità ambientale, infrastrutturale e
sociale". Lo dichiara in una nota Loredana De Petris,
presidente del gruppo Misto e dei senatori di Sel, in merito
alla relazione del presidente di Confindustria, illustrata oggi
nel corso dell'Assemblea annuale dell'associazione.

"Quello che serve al Paese per crescere - aggiunge - è un
piano nazionale per il lavoro che non sia blindato e imposto
con la forza. I diritti vanno ricostruiti insieme, con unità
d'intenti".

CONFINDUSTRIA, CUCCHIANI (INTESA): NESSUNA STRETTA DEL CREDITO ALLE IMPRESE
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Dal punto di vista del
sistema bancario non c'è una stretta così netta" nella
concessione di credito alle imprese. Il Ceo di Banca Intesa
Enrico Cucchiani nega che le imprese italiane debbano
affrontare "una terza ondata di credit crunch", così come
affermato nella relazione all'assemblea di Confindustria,
tenuta da Giorgio Squinzi.

A giudizio di Cucchiani, la riduzione degli impieghi nei
riguardi di imprese e famiglie è da parte di Intesa S.
Paolo, "inferiore alla media europea".

Cucchiani ha messo poi in risalto i limiti della politica
monetaria nel rilancio della crescita. Sotto questo profilo
"la Bce ha già fatto molto. Se farà qualche altra cosa
meglio, ma ognuno deve fare la propria parte,
prioritariamente - ha sottolineato - la politica con le
riforme".

CONFINDUSTRIA, EPIFANI (PD): CREDIT CRUNCH PROBLEMA PRIORITARIO
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Penso che vada condivisa
soprattutto la richiesta di Confindustria di superare le
strozzature del credito: questo è il problema che viene
prima di qualsiasi altro".

Così Guglielmo Epifani, segretario del Pd, commenta una
relazione, quella di Giorgio Squinzi, "molto preoccupata".
"Penso - ha aggiunto - che questo debba essere uno dei
punti che il Governo deve affrontare, altrimenti corriamo il
rischio di avere un 2013 difficile e di avere conseguenze
anche per l'anno prossimo".

CONFINDUSTRIA, SQUINZI: COSTO LAVORO +12% IN ITALIA, -2% IN GERMANIA
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "L'Italia deve recuperare
assolutamente il suo gap di competitività". Lo ha detto
Giorgio Squinzi, a margine dell'assemblea della
Confederazione di cui è presidente. Un esempio: "Il costo
del lavoro negli ultimi otto anni è aumentato in Italia del
12%, mentre in Germania è diminuito del 2%".

CONFINDUSTRIA, CAMUSSO (CGIL): RIPARTIRE DAL SETTORE EDILIZIO
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Confindustria dice
chiaramente che si deve ripartire dal settore edilizio e che
è necessaria una politica industriale". Lo afferma Susanna
Camusso, segretario Cgil, a commento della relazione di
Giorgio Squinzi.

Camusso giudica positivamente "gli accenti sul ruolo del
lavoro" e "che si dica dopo lungo tempo che è importante
arrivare all'accordo sulla rappresentanza".

CONFINDUSTRIA, SQUINZI: RIPRESA FORSE GIÀ ALLA FINE DI QUEST'ANNO
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Credo che sicuramente nel
2014, già forse alla fine di quest'anno vedremo un
cambiamento di segno". Lo ha detto a margine dell'assemblea
di Confindustria il presidente della confederazione degli
industriali. Giorgio Squinzi ha aggiunto: "Non possiamo
perdere questa opportunità. Dobbiamo impegnarci tutti per
essere pronti all'appuntamento con la ripresa che verrà".

CONFINDUSTRIA, CICCHITTO (PDL): SENZA QUESTO GOVERNO ITALIA IN GRANDE DIFFICOLTÀ
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Senza questo Governo
andremmo verso una situazione di grande difficoltà".
Fabrizio Cicchitto (Pdl), a margine dell'assemblea della
Confindustria, spezza una lancia a favore del Governo di
larghe intese, guidato da Enrico Letta.

"Il presidente Squinzi, con la sua relazione ha messo in
evidenza un quadro di grande drammaticità, mostrando
consapevolezza di una crisi, i cui nodi principali
-sottolinea Cicchitto - sono le difficoltà dell'economia e i
rapporti con l'Europa".

CONFINDUSTRIA, FERRI: SULLA GIUSTIZIA PUNTI CONDIVISIBILI
(Public Policy) - Roma, 23 mag - Nel discorso del leader
degli industriali trovo "diversi punti condivisibili e su
cui lavorare: qualità della giustizia, processo digitale,
risoluzioni alternative, specializzazione". Lo scrive su
Twitter Cosimo Maria Ferri, sottosegretario alla Giustizia,
commentando l'intervento di Giorgio Squinzi all'assemblea
annuale di Confindustria

ISTITUZIONI, QUAGLIARIELLO: PARTONO DAL 29 I 18 MESI PER REALIZZARE LA RIFORMA
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Partono dal 29 maggio
(giorno in cui verrà presentata in Parlamento la mozione
della maggioranza; Ndr) i 18 mesi indicati dal presidente
Letta per realizzare la riforma istituzionale. Se non la si
fa - precisa - il Paese e la sua classe dirigente pagheranno
un prezzo altissimo". Lo ha dichiarato a margine
dell'assemblea di Confindustria il ministro Gaetano
Quagliariello, che si dice "fiducioso".

Quagliariello ha giudicato "condivisibile nelle sue linee
generali" la relazione di Giorgio Squinzi.

CONFINDUSTRIA, ZANONATO: LE SEI PRIORITÀ DEL MIO MINISTERO
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Sono sei le priorità del
mio ministero": pagamento dei debiti della Pa, riattivare il
circuito del credito, conferma delle detrazioni fiscali alle
attività energetiche, credito d'imposta per le
infrastrutture, semplificazione dei sinistri e
liberalizzazione delle energie.

Lo dice il ministro dello Sviluppo economico Flavio
Zanonato, intervenendo all'assemblea nazionale di
Confindustria in corso all'auditorium "Parco della Musica"
di Roma. E rivolgendosi agli industriali continua:
"L'occupazione e il benessere dell'Italia dipendono dal
vostro impegno. Il lavoro costa troppo e i lavoratori
prendono poco: il nuovo governo vuole superare questo gap
italiano".

La priorità per Zanonato è "la revisione del fiscal compact
in Europa". Ma anche "accelerare l'entrata in Italia
dell'agenda digitale, la conversione in chiave sostenibile
dei siti produttivi e le riforme per il lavoro".

"Non ho ricette miracolose - prosegue - ma per uscire dalla
crisi si devono attivare nell'immediato riforme per
sostenibili attività di sviluppo. Il mio ministero propone
sei punti chiave su cui continuare a lavorare. C'è bisogno
di un'espansione dei pagamenti dei debiti della Pubblica
amministrazione, alleggerendo la parte burocratica e
accelerando i pagamenti. Quello che si è fatto fino ad ora è
importante, ma non basta. Una Pubblica amministrazione che
non paga è una vergogna nazionale. Questi pagamenti sono una
potente iniezione di liquidità per il Paese".

Secondo punto: "Riattivare subito il circuito del credito
alle aziende e alle famiglie per far ripartire l'economia.
C'è una stretta creditizia senza precedenti. C'è bisogno -
continua Zanonato - di uno sforzo comune tra banche e Stato.
Serve una revisione dei criteri per la scelta delle imprese
a cui prestare denaro".

"Il mio ministero - spiega - conferma le detrazioni fiscali
alle attività di tipo energetico. La misura, introdotta dal
ministero di Corrado Passera, che ha garantito ottimi risultati,
costituisce un modo per contrastare l'evasione fiscale, oltre
al sostegno al mondo occupazionale".

Quarta priorità è "il credito d'imposta per le
infrastrutture. Vogliamo introdurre - dice il ministro agli
industriali - ulteriori defiscalizzazioni per le grandi
opere. Oggi in Italia ci sono poco meno di dieci grandi
opere, vogliamo incrementare questo settore, chiedendo anche
investimenti privati".

E ancora: "Semplificazione dei sinistri delle imprese. La burocrazia
è nemica delle aziende, il digitale può essere un modo per fare
trasparenza e per venire in aiuto delle aziende, che troppo spesso
incorrono in errori dovuti dalla complessità del sistema".

L'ultima priorità del ministero Zanonato è l'ulteriore
"liberalizzazione del settore energetico. L'energia
elettrica e il gas - spiega il ministro - hanno bisogno di
maggiore attenzione e maggiore apertura nel mercato
energetico. Il settore della distribuzione dei carburanti,
infatti, vede ancora delle regole anti-liberalizzazioni.
Ovviamente la liberalizzazione del mercato deve essere
accompagnata dalla tutela del consumatore".

"C'è inoltre bisogno - prosegue - di allineare il nostro
costo dell'energia a livello concorrenziale. La linea da
seguire è gran parte tracciata dalla Sen (Strategia
energetica nazionale; Ndr) con obiettivi e priorità chiare.
Dobbiamo ridurre il nostro gap nel costo, rafforzando
contemporaneamente le infrastrutture".

"Queste sono le priorità del mio ministero", dice Zanonato
e rivolgendosi direttamente all'assemblea continua: "Con il
vostro aiuto dovremmo trovare con pragmatismo e buon senso
soluzioni per le sfide che stiamo incontrando.

Responsabilità, coraggio e spirito di servizio sono i
comportamenti che dobbiamo adottare per superare la crisi".
E sull'Expo 2015 conclude: "Questa è un'occasione italiana
per rilanciare il sistema produttivo italiano, per
incrementare il turismo e per dare a questo Paese una
possibilità di rinascita".

CONFINDUSTRIA, SQUINZI A LETTA: URGE RIFORMA DI UN FISCO "OPACO"
(Public Policy) - Roma, 23 mag - Innanzitutto le critiche al
fisco ("che sembra dirti: crescere non conviene"), ma anche
una timida fiducia nei confronti del Governo Letta, una
convinta fede europeista e una difesa del lavoro fatto dopo
un anno alla guida di Confindustria.

Di certo c'è che a Giorgio Squinzi, leader degli industriali,
piace Giorgio Napolitano: "Alla sua dedizione istituzionale
va il nostro applauso più grande", dice intervenendo subito
dopo il premier Enrico Letta all'assemblea nazionale di
Confindustria in corso all'auditorium 'Parco della Musica'
di Roma.

L'ITALIA SOFFOCATA
Per Squinzi "l'Italia è soffocata in una duplice stretta:
da un lato il disagio socio-economico, una rabbia diffusa
contro politica e istituzioni incapaci di fornire soluzioni
piccole ma concrete. A questa rabbia la politica invece di
rispondere con orgoglio e rinnovamento ha risposto con
tatticismi. Abbiamo perso tutti. Per questo come
imprenditori e cittadini - aggiunge rivolto a Letta - le
rivolgiamo un appello alla modernizzazione del Paese,
inclusa una legge elettorale che assicuri stabilità e
legislature piene".

NON SMETTEREMO DI INCALZARE GOVERNO E PARLAMENTO
"Sul fronte della politica sembra siglata una tregua -
sottolinea Squinzi - ma non quella solida di cui abbiamo
bisogno. Considerato l'esito elettorale e la stagione di
conflitti siamo fiduciosi. Non smetteremo di incalzare
Governo e Parlamento, dialogando con le altre parti sociali.
Urgono interventi per alleviare la sofferenza sociale, il
rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, ad esempio, è
vitale".

LODE AL MANIFATTURIERO
Secondo il leader degli industriali serve "un intervento
speciale di filiera per salvare un volano fondamentale
nell'economia del Paese, il settore edilizio. La tenuta del
tessuto sociale è infatti a dura prova, l'occupazione è non
solo diminuita ma crollata tra i più giovani. L'obiettivo
deve essere tornare a crescere, facendo leva sulla vocazione
industriale in tutte le sue declinazioni. E in questo il
manifatturiero è il motore del nostro sistema".

"Dall'industria viene il 17% del Pil, il doppio se
consideriamo l'indotto. Di manifatturiero vivono 8 milioni
di famiglie. Domanda e competitività devono essere le due
leve su cui agire, ci vuole una netta discontinuità con le
logiche di breve respiro. Le imprese sono pronte a
rispondere. Confindustria insiste da tempo su misure
concrete, non a costo zero ma a saldo zero: la differenza
sta nel coraggio di applicarle: se questo sarà il governo
della crescita - promette Squinzi - noi lo sosterremo con
tutte le nostre forze".

EVITARE ALTRI CASI COME QUELLO DEGLI ESODATI
Squinzi ha parlato poi del mercato del lavoro, giudicato
"troppo inefficiente. Occorre garantire più flessibilità in
ingresso per favorire flessibilità generazionale. Anche
perchè gli aggiustamenti marginali sono inutili, anche per
evitare ancora casi come quello degli esodati".

Poi tende la mano ai sindacati: "Abbiamo firmato con i
sindacati accordi per valorizzare la contrattazione
aziendale. Siamo a un passo dal definire regole sulla
rappresentanza. Noi parti sociali ci stiamo impegnando per
il futuro del Paese, e in tutta franchezza non nascondo la
mia contrarietà su come il Governo ha reperito le risorse
per rifinanziare la Cig in deroga (dai fondi per la
produttività; Ndr). Si tratta di una scelta che comporta il
rischio di generare altra disoccupazione".

Perchè? Perchè "le risorse per la produttività non devono
essere impiegate per altri fini. Oggi come in futuro bisogna
fare i conti con la necessità di rivedere il nostro sistema
delle tutele. Vogliamo uno Stato sociale moderno che
garantisca una reale tutela del cittadino e che costruisca
le condizioni per esercitare in modo libero e sereno
l'attività d'impresa".

INFRASTRUTTURE ED ENERGIA
"Dobbiamo far ripartire gli investimenti per le
infrastrutture - dice ancora Squinzi - modificando
assolutamente le regole del patto di stabilità interno. Non
possiamo rinviare un piano per la messa in sicurezza del
territorio. Non possiamo più permetterci un costo
dell'energia così elevato. Sul versante del gas abbiamo
allineato prezzi a livello della media dell'Eurozona. Se
resi strutturali sarebbe un importante recupero di
produttività".

"Tutti hanno una loro ricetta - continua Squinzi parlando
degli altri Paesi europei - ma non esistono soluzioni a
scatola chiusa. In Europa una cosa sola appare chiara: il
livello di efficienza è sempre più elevato di quello
italiano. L'unica cosa da non fare è il non scegliere. Un
esempio è stata la revisione del Titolo V (nel 2001; Ndr):
un ibrido assurdo che genera costi impropri ed inefficienza.

Incomprensibile. Qui la differenza tra Italia e resto del
mondo è abissale. Nessun serio progetto di riorganizzazione
Pa sarà efficace se non si riformerà il Titolo V. 21
legislatori diversi, non va bene, esiste un superiore
interesse nazionale e bisogna superare veti e resistenze".

UN FISCO OPACO E INCERTO
"Abbiamo un fisco punitivo - qui Squinzi arriva a uno dei
punti che gli stanno più a cuore - che scoraggia
investimenti e crescita. Ma non è il problema più grave:
perchè il fisco italiano è anche opaco e incerto nella
norma. Sembra dire: crescere non conviene. Per anni abbiamo
sentito promesse, ma il peso fiscale può davvero essere
riequilibrato. Abbiamo apprezzato l'impegno del Governo sul
decreto Imu, ma chiediamo un fisco a supporto di chi crea
ricchezza. Perciò riprendete la delega fiscale la cui
approvazione è stata interrotta a fine legislatura".

LA SITUAZIONE DEL CREDITO
"Rimane di primaria importanza immettere liquidità nel
sistema - sottolinea Squinzi - Dobbiamo contrastare il
credit crunch e attendiamo misure dalla Bce per sbloccare il
mercato del credito. In Italia serve un nuovo accordo sul
credito con le banche e il sistema nazionale delle garanzie
può giocare in questo un ruolo determinante".

INTERVENIRE SUL CONCORDATO PREVENTIVO
Squinzi passa poi all'autocritica: "Lo scorso anno il
Governo ha modificato le regole del concordato preventivo
(una procedura attraverso la quale l'imprenditore ricerca un
accordo con i suoi creditori per non essere dichiarato
fallito o comunque per cercare di superare la crisi in cui
versa l'impresa; Ndr): in breve tempo da possibilità è
diventata una via per scaricare i debiti sulla catena
produttiva e continuare indisturbati l'attività".

Per il leader degli industriali si tratta di "un
comportamento immorale che sta causando crisi a catena. Le
cattive abitudini hanno purtroppo velocità di diffusione.
Bisogna intervenire subito. Fate presto. Prima dell'economia
lo impone l'etica".

CAPITOLO GIUSTIZIA
"La questione della giustizia italiana da anni arroventa i
talk show, ma è l'ecosistema in cui le imprese operano. 5
milioni di cause civili giacenti, oltre 1.000 giorni per far
valere un giudizio: si tratta di macigni sulla strada della
ripresa".

L'UNIVERSITÀ E L'EGUALITARISMO DI FACCIATA
"L'egualitarismo di facciata e un sistema manicheo sono
ormai anacronismo puro. Servono visioni e progetti non
rituali sulla scuola. Dobbiamo - dice Squinzi - fare della
cultura un fattore competitivo. Inoltre serve una vera
politica del turismo. Expo 2015 è un'incredibile opportunità
per realizzare una vetrina delle nostre eccellenze".

DA SUD A NORD
Squinzi ha poi ricordato la figura di Giovanni Falcone,
della moglie e della sua scorta, lodando il coraggio di
imprenditori, uomini delle istituzioni, forze dell'ordine e
magistratura che si oppongono alla criminalità organizzata,
a volte l'unica organizzazione in Italia "capace di
rinnovarsi". Il rilancio del Mezzogiorno, per Squinzi, è
comunque strettamente legato alla "questione settentrionale".

Il Nord Italia ha vissuto "parecchie metamorfosi, da grandi
imprese a media impresa a distretti fino al quarto
capitalismo. Ora il motore di questo straordinario modello
batte in testa e manda chiari segnali di allarme. Per
ritornare al Nord trainante le vie sono quelle: credito,
fisco, uno Stato amico. Ciò che ci manca è il tempo.

Perchè il Nord - avverte Squinzi - è sull'orlo di un baratro
economico che ci escluderebbe dal contesto europeo che
conta. Gli strumenti ci sono: servono volontà e concretezza,
che sono sicuro troveremo nel Governo".

IN EUROPA TROVIAMO LE LEVE DELLA CRESCITA
"L'Europa ci ha dato con l'euro stabilità. All'Ue
incompiuta possiamo dare molte colpe, ma non quella della
nostra scarsa competitività. È in Europa che oggi troviamo
le leve della crescita. Bene ha fatto Letta a partire per
Bruxelles per trovare convergenze istituzionali, perchè alle
politiche del solo rigore seguano interventi che privilegino
la crescita economica".

I CONTI IN CASA
In conclusione Squinzi ha fatto una sorta di bilancio del
suo primo anno alla guida di Confindustria: "La diminuzione
dello 0,6% delle imprese associate è significativa, ma nel
contesto che attraversiamo può anche essere confortante. Non
temiamo il confronto; la commissione per enti sta lavorando
a una riforma dell'organizzazione. Il nostro obiettivo
rimane rinnovare la nostra organizzazione con modelli di
governo più leggeri e ottimizzando le spese improduttive".

Senza, promette Squinzi, "imposizioni dall'alto, ma
ascoltando coloro che vivono la vita delle nostre
associazioni e puntando sulla qualità. È passato un anno dal
mio insediamento; volevo rimettere l'industria al centro
della politica dell'Italia. Questa è ancora la mia come la
vostra missione, per questo stiamo insieme e partecipiamo
alla vita di Confindustria. Nell'industria siamo nati e
creiamo, e nell'industria sono presenti le possibilità di
tornare grandi".

GOVERNO, LETTA: SEMPLIFICARE E SBUROCRATIZZARE. POLITICA SIA AUSTERA
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Se attorno al tema della
semplificazione, della sburocratizzazione e della dura
situazione di oppressione fiscale che molte imprese vivono,
riusciamo a unirci in un obiettivo comune, potremo allora
farcela. Si tratta di temi sui quali il nostro Governo dovrà
fare di tutto per cercare di arrivare a risultati". Così il
premier Enrico Letta durante l'intervento all'assemblea
nazionale di Confindustria in corso all'auditorium 'Parco
della Musica' di Roma.

"La politica - aggiunge - ha capito la lezione che se non
c'è capacità di essere austeri con costi della politica
ridotti non si è capaci di ottenere risultati. Quando si
chiedono sacrifici i primi che li chiedono sono quelli che
devono farli".

CONFINDUSTRIA, LETTA: MISSIONE DIFFICILE, MA CE LA FAREMO
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Io so solo una cosa: la
missione è difficile e il compito anche e sento sulle mie
spalle tutta la responsabilità e le tante aspettative; sarà
difficilissimo, non so se ce la faremo ma ce la metteremo
tutta". È quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio
Enrico Letta durante il suo intervento all'assemblea di
Confindustria. "Serve più attenzione al capitale umano e
all'internazionalizzazione ma l'Italia ha già dimostrato che
si può fare. Sull'internazionalizzazione siamo al vostro
fianco". "Se tutti ci diamo un orizzonte poi i risultati si
raggiungono".

La lotta alla mafia dev'essere l'obiettivo principale, ha
aggiunto Letta, ricordando l'anniversario della strage di
Capaci.

CONFINDUSTRIA, LETTA: ITALIA DIVENTI LEADER EUROPEO IN CAMPO INDUSTRIALE

(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Dobbiamo avere come
obiettivo una nuova leadership europea in campo
industriale". Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico
Letta, parlando all'assemblea di Confindustria e indicando
come obiettivo "raggiungere nel 2020 il 20% del Pil prodotto
dall'industria e dalla manifattura in Italia e in Europa".

"È uno sforzo importante ma credo che ce lo dobbiamo dare
come obiettivo se vogliamo che l'Europa e l'Italia siano
leader nel mondo".

"Grazie anche a quello che è successo negli Stati Uniti o
in Giappone - ha aggiunto - è finito il girone di andata nel
quale si è pensato che l'Italia e l'Europa potessero fare a
meno dell'industria e penso che questo girone sia finito con
un risultato non positivo".

"Ora - ha proseguito - dobbiamo avere come obiettivo una
nuova leadership europea in campo industriale".
E sui costi della politica commenta: "Se non c'è la
capacità di essere credibili, austeri, con costi della
politica ridotti, non si riesce ad avere la credibilità per
ottenere risultati concreti". Dopo aver eliminato il doppio
stipendio dei ministri-parlamentari "continueremo su questo
tema con l'abolizione del finanziamento pubblico, con la
riduzione del numero dei parlamentari e con le riforme
istituzionali per cambiare la politica".

CONFINDUSTRIA, LETTA: IMPRESE VIVONO OPPRESSIONE FISCALE, GOVERNO LE AIUTERÀ
(Public Policy) - Roma, 23 mag - "Molte imprese vivono una
dura situazione di oppressione fiscale: il Governo farà di
tutto per aiutarle. Si tratta di un tema sul quale il nostro
governo farà di tutto per cercare di arrivare a risultato".
È quanto ha affermato il presidente del Consiglio Enrico
Letta durante il suo intervento all'assemblea di
Confindustria.

"Nel 2020 il 20% del Pil dovrà essere prodotto dalle
industrie. La sfida dell'Italia e dell'Europa poi è quella
del lavoro. Ieri - ha proseguito il premier - ne abbiamo
parlato al Consiglio europeo che ha fissato l'obiettivo ben
preciso della lotta alla disoccupazione". (Public Policy)

SAF-GAV-SOR-ABA

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