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Governo, cosa diceva il ministro Orlando quando era responsabile Giustizia del Pd

orlando 26 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - "Il funzionamento della giustizia civile, che va riformato profondamente; lo stato complessivo dell'organizzazione della giustizia, quindi la distribuzione geografica, l'informatizzazione e le questioni che riguardano il personale; e poi la condizione disastrosa delle carceri che provocano sempre piu spesso anche vittime". Erano queste le priorità dell'allora responsabile della Giustizia del Pd nella segreteria di Pier Luigi Bersani, oggi guardasigilli del governo Renzi, Andrea Orlando, secondo un'intervista rilasciata a YouDem all'indomani dei richiami europei sulla giustizia nell'estate 2012.

Per Orlando però, quando al ministero della Giustizia c'era Paola Severino, queste proposte avrebbero "necessitato di una azione riformatrice di respiro lungo". La stessa azione riformatrice di lungo respiro che, secondo le parole del premier Matteo Renzi, si vorrebbe dare a questo governo. Orlando richiamava quindi il governo "a fare cinque cose con grande urgenza".

A parte modifiche al meccanismo della mediazione l'allora responsabile giustizia del Pd chiedeva garanzie rispetto alla "mobilità del personale da altri ministeri verso il ministero di Grazia e giustizia"; di "semplificare i riti del processo civile"; di "stabilizzare questa categoria (la magistratura onoraria; Ndr) e dare anche maggiori requisiti di trasparenza al suo "funzionamento"; di "superare il divieto di utilizzare magistrati alla prima nomina nelle procure, uno dei modi per far fronte ai vuoti che stanno diventando drammatici in molte realtà". (Public Policy)

NAF

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