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Il governo e gli incarichi ai dirigenti Pa: che fare?

class action 12 ottobre 2016

di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) - Incarichi certi e continui per i dirigenti della Pubblica amministrazione. E, dunque, decadenza dal ruolo unico solo se valutati negativamente e non perché rimasti senza ufficio.

Il governo, in vista del parere del Consiglio di Stato sulla riforma della dirigenza pubblica, valuta alcune ipotesi di modifica al testo all'esame delle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato. In particolare, un ritocco sul meccanismo di assegnazione degli incarichi ai "capi" rimasti senza ufficio.

A quanto si apprende da fonti di maggioranza, l'ipotesi è quella di modificare la norma sulla messa in disponibilità dei dirigenti, che dopo un anno senza un incarico vedranno assegnarsene uno d'ufficio.

Una proposta allo studio è quella di applicare subito l'assegnazione d'ufficio (sempre che il dirigente sia stato valutato positivamente) senza aspettare 12 mesi. Al momento, non è ancora chiaro se l'ipotesi di modifica si applicherà a tutti o solo ai dirigenti già vincitori di concorso prima dell'entrata in vigore della riforma Madia.

"Questa - spiegano le stesse fonti - sarà una scelta di tipo politico".

La norma attuale, così come formulata, spiegano le stesse fonti, rischia di ledere un diritto soggettivo maturato dal dirigente nel momento in cui ha vinto un concorso pubblico con determinate regole in vigore.

In ogni caso, molto dipenderà dal giudizio che arriverà dal Consiglio di Stato. Nel frattempo,Regioni e organizzazioni dei dirigenti hanno chiesto che l'assegnazione d'ufficio avvenga subito e con lo stesso stipendio e non dopo un anno di messa in disponibilità. (Public Policy)

@ricci_sonia

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