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Governo, Sc e Ncd premono su ministeri economici. Tra nomi Calenda e Ichino

Governo, Sc e Ncd premono su ministeri economici. Tra nomi Calenda e Ichino 14 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - Angelino Alfano viene dato quasi per certo nel ruolo di vicepremier, così come Anna Maria Elena Boschi alle Riforme, o in alternativa alla Cultura. Per il resto le trattative sulla composizione del nuovo governo sono in corso. E, soprattutto sui ministeri economici, pesano le pressioni degli alleati Sc e Ncd. Mentre si avviano le consultazioni al Quirinale, Matteo Renzi studia la squadra del futuro esecutivo e il suo lavoro è, per forza di cose, di mediazione. Dopo che avrà ricevuto l'incarico da Giorgio Napolitano dovrà comporre la coalizione e quindi mettere nero su bianco la squadra dei ministri. Poi, a metà settimana, si occuperà dei sottosegretari.

Scelta civica, si apprende, premerà per ottenere lo Sviluppo economico e proporrà in primis il nome di Carlo Calenda, già viceministro al Mise con Letta. Ma per il ministero che è di Zanonato si fa strada il nome di Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica, e renziano doc. In alternativa quindi il partito di Mario Monti, si apprende, potrebbe portare avanti il nome di Benedetto Della Vedova o di Pietro Ichino al ministero del Lavoro. Ichino, che è l'estensore del Job act di Matteo Renzi e di quello di Scelta civica, potrebbe rappresentare una buona mediazione per un ministero centrale come quello del Lavoro. Ministero dove al momento sono circolati i nomi di Guglielmo Epifani e di Marianna Madia. Ma, fa notare un esponente dei Democratici, si sta cercando una personalità più carismatica e che non abbia connotazioni troppo politicizzate, come sarebbe nel caso di Epifani, ex segretario della Cgil. Prendono quindi quota, accanto a quello di Ichino, anche i nomi di Tito Boeri e Fabrizio Barca, nome che sarebbe ben visto anche da Sel.

Per quanto riguarda il Nuovo centrodestra, dovrebbe essere certo che Angelino Alfano rimarrà vicepremier ma senza deleghe. Allo stesso modo le ultime voci danno per riconfermati nei rispettivi dicasteri, Infrastrutture e Salute, Maurizio Lupi e Beatrice Lorenzin. Un modo, questo, per rendere anche meno dolorosa la scelta, che sembra essere fatta, di far passare il ministero dell'Interno in mano al Pd. Infine anche per il ministero dell'Economia la girandola di nomi è ampia. In poll position rimane Lucrezia Reichlin, l'economista che ha lavorato a lungo alla Bce. Ma si fanno anche i nomi di Pier Carlo Padoan o dello stesso Boeri. (Public Policy)

VIC

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