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GOVERNO, UDC SODDISFATTA, DELUSIONI DENTRO SCELTA CIVICA /FOCUS

02 maggio 2013

Schifani e Casini ospiti a "Porta a Porta"

(Public Policy) - Roma, 2 mag - (di Felicia Giudice) Incassata
la fiducia del Parlamento, il governo di Enrico Letta muove i suoi
primi passi in Europa ma il sentiero resta accidentato, malgrado
le larghe intese, con un orizzonte temporale fortemente
condizionato anche da un programma ambizioso.

Per l'ex premier Mario Monti il governo di pacificazione
nazionale "che abbiamo voluto" non deve "cedere sulle
riforme strutturali" necessarie per "sostenere la crescita".

Il Professore fa gli auguri al nuovo Esecutivo ma molte
delle ambizioni personali, anche dello stesso presidente del
Consiglio uscente, sono rimaste deluse. Non è un mistero che
dentro Scelta civica, da cui lo stesso Monti si è defilato,
non tutti sono contenti della "rappresentanza" al Governo.

Non nasconde la delusione, per esempio, il deputato Andrea
Romano, espressione della componente di Italia futura di
Luca Cordero di Montezemolo dentro Sc. Romano ha criticato
apertamente la scelta dei ministri presentati dal suo
movimento per partecipare al Governo Letta: "Scelta civica
si è proposta in campagna elettorale come una forza di
riformismo radicale, mentre ora rischia di vivacchiare come
una piccola forza moderata stile Udc, in un Governo
innovativo Sc dà un messaggio antiquato".

Il riferimento è ai ministri Enzo Moavero e Mario Mauro,
quest'ultimo tra l'altro ex parlamentare pdl. Più soft la
posizione di Linda Lanzillotta, che sposta il tiro sulla
"missione politica di Scelta civica, attorno alla quale c'è
anche il senso della partecipazione al Governo Letta".

Per la senatrice Lanzillotta "occorre recuperare il profilo
politico del movimento, l'agenda su cui è nato, ovviamente
aggiornata al quadro attuale e farsi garante delle riforme
strutturali".

Più soddisfatti i centristi, che alle elezioni hanno pagato
in termini di perdita di elettorato la "donazione di sangue"
- espressione dello stesso leader Udc Pier Ferdinando Casini
- nei confronti dell'operazione politica con Monti.

Per Rocco Buttiglione "la formazione del Governo Letta è
una nostra vittoria". Le larghe intese erano per l'esponente
udc l'"unica soluzione possibile di fronte alla grave
situazione in cui versa il Paese, lo abbiamo detto
all'indomani dell'esito elettorale". Del nuovo Esecutivo
Buttiglione dà una "valutazione positiva", sottolineando la
"vocazione europeista", l'appello ad "uscire dalla guerra
civile strisciante", quello per le "riforme strutturali con
lo strumento della Convenzione".

Nel Governo "ci sentiamo rappresentati", afferma ancora
l'esponente centrista: "C'è il ministro Cancellieri, che non
è nostro ma che sentiamo come nostro. L'abbiamo anche
candidata alla presidenza della Repubblica. C'è Mauro, che è
uno dei fondatori di Scelta civica, c'è Moavero, che è il
maggior esperto che abbiamo di questioni europee, c'è D'Alia
che ha fatto una carriera eccellente, c'è poi un gentiluomo
come Saccomanni all'economia, che ha incassato con aplomb
nel passato qualche boccone amaro".

Certo, ammette poi Buttiglione, rimangono sempre ambizioni
deluse "ma non si fa politica con le delusioni politiche". A
chi si riferisce? "Penso a tutti, anche a me stesso che
sarei stato un ottimo ministro degli Esteri", risponde
Buttiglione. (Public Policy)

FEG

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