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GUERRA IN MALI, PRODI (INVIATO SPECIALE ONU): INTERVENTO FRANCESE INEVITABILE

15 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 15 gen - Non ho mai trovato nel
Consiglio di sicurezza Onu tanta unità come per la vicenda
del Mali. Lo dice in un'intervista a Radio Capital
(riportata da Repubblica) Romano Prodi, inviato speciale
dell'Onu per il Sahel.

"Quando c'è stato lo sfondamento dei guerriglieri jihadisti
da Nord bisognava agire [...] Adesso - dice l'ex premier -
spero che non dilaghi in una delle tante tragedie senza
controllo che abbiamo avuto negli ultimi tempi".

IL MALI IN PILLOLE
I francesi iniziarono la colonizzazione del territorio nel
1864 e nel 1895 venne integrato nell'Africa occidentale
francese con il nome di Sudan francese. La Repubblica
Sudanese e il Senegal proclamarono la loro indipendenza
dalla Francia nel 1960 con il nome di Federazione del Mali.
Appena alcuni mesi dopo, il Senegal si separò e la
Repubblica Sudanese prese il nome di Mali.

Nel 1968 il primo presidente, il marxista Keita, fu deposto
con un colpo di Stato militare che portò al potere Moussa
Traoré. Nel 1991 Traoré fu spodestato da un altro colpo di
Stato, ma i militari, anziché prendere le redini del Paese,
decisero di formare un governo di transizione civile che
portò nel 1992 alle prime elezioni democratiche, con Alpha
Oumar Konare eletto presidente.

Alla fine del suo secondo mandato, limite costituzionale
per un presidente, fu sostituito nel 2002 da Amadou Toumani
Touré che venne rieletto nel 2007. Il 22 marzo 2012 un
gruppo di soldati ha preso il potere con un colpo di Stato,
la cui causa poggia sulle difficoltà nel fronteggiare i
ribelli tuareg del nord del Paese.

Ne è scaturita una guerra civile che ha portato la
componente tuareg - in parte orientata in senso
fondamentalista, con alcune frazioni (gli Ansar Dine, ad
esempio), che ha poi assunto la denominazione di al-Qa'ida
nel Maghreb islamico - a prendere il controllo del
settentrione del Paese. (Public Policy)

GAV

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