Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

I no della bilancio alla Manovrina: da sforamento patto a giochi azzardo

i no della bilancio alla manovrina 07 novembre 2013

i no della bilancio alla manovrina

(Public Policy) - Roma, 7 nov - La presidenze della commissione Bilancio della Camera ha dichiarato inammissibili 20 emendamenti al decreto Manovrina. Il decreto è quello varato dall'Esecutivo per riportare il disavanzo previsto per il 2013 entro la soglia del 3% e per superare l'emergenza immigrazione, ora al vaglio della commissione Bilancio di Montecitorio.

Tra gli emendamenti "bocciati" dalla Bilancio c'è quello a firma Gianni Mellilla (Sel) che per l'incremento del fondo nazionale per l'accoglienza dei minori stranieri (di 80 milioni di euro anziché 20 milioni, come previsto dal testo originario) individua come copertura finanziaria "la riduzione delle spese sostenute dalle amministrazioni pubbliche per l'acquisto, la manutenzione e il noleggio di autovetture".

Si tratta - si legge nella relazione delle inammissibilità - "di una copertura del tutto estranea a quelle oggetto del decreto". Il "no" è arrivato anche per due proposte di modifica a firma Guido Guidesi (Lega Nord) che chiedono l'esclusione di alcune spese dai vicoli del patto di stabilità. La prima (1.18) delle spese sostenute dagli enti locali, nel 2013, per interventi di vigilanza e rafforzamento della sicurezza per un importo di 150 milioni di euro; la seconda (2.17) le spese sostenute dai Comuni con meno di 10 mila abitanti (per il triennio 2013-2015), per la gestione dell'economia delle residenze sanitarie assistenziali in possesso di accreditamento regionale da almeno 10 anni.

Un altro emendamento (a firma Rocco Palese del Pdl) dichiarato inammissibile prevedeva, per il 2013, l'attribuzione ai Comuni titolari di concessione per l'esercizio dei giochi d'azzardo, spazi finanziari pari a 40 milioni di euro, provvedendo alla copertura delle spese con la riduzione delle risorse del Fondo per il finanziamento delle missioni di pace.

E ancora: bocciata la proposta emendativa del deputato Pd Mauro Guerra, con il quale veniva previsto lo scioglimento (dal 1° luglio 2015) delle società controllate dalle Province che nel 2011 hanno conseguito un fatturato da prestazione di servizi a favore delle Pa superiore al 90% rispetto a quello complessivo. Infine, sempre a firma del deputato Pdl Rocco Palese è l'emendamento - dichiarato non ammissibile - che permette ai Comuni con più di 5 mila abitanti di derogare alle disposizioni contenute nel codice degli appalti pubblici, relativamente alle gare d'appalto per le forniture con importo inferiore a 1.500 euro. (Public Policy)

SOR

© Riproduzione riservata