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RAMPELLI (FDI): I SONDAGGI CI PENALIZZANO

fratelli d'italia 1 04 febbraio 2013

fratelli d'italia 1

"APPLICARE ALLA LETTERA LA PAR CONDICIO
O TENER CONTO DELLE COALIZIONI"

(Public Policy) - Roma, 4 feb - (di Laura Preite) L'avevano già denunciato al
lancio della campagna elettorale al Pala Congressi a Roma,
tornano a ribadirlo oggi, dopo l'ennesimo sondaggio che,
secondo loro, li sottostima. Fabio Rampelli, deputato ex Pdl
e ora in Fratelli d'Italia, spiega cosa c'è che non va nei
sondaggi di questa campagna elettorale.

D. I SONDAGGI VI PENALIZZANO?
R. "I dati in nostro possesso sono molto diversi da quelli
che ci vengono attributi dai sondaggi. Il più recente è
quello di questa mattina dell'Ispo e pubblicato dal Corriere
che ci accredita al 2,4% con un voto giovanile, dai 18 ai 23
anni, al 3,4%. A livello regionale abbiamo delle percentuali
di sondaggi indipendenti che ci danno dal 5 all'8%, in
Piemonte, Umbria, Toscana, Marche, Lazio, Puglia. Il
combinato disposto non può fare il 2-2,5% a livello
nazionale".

D. TUTTI SONDAGGI DI PARTE?
R. Sono circa trenta giorni che oscilliamo dal 2 al 3%. È
una percentuale di cui non abbiamo riscontro, siamo
fortemente presenti sul territorio e ci accorgiamo di quale
possa essere il livello di adesione e capacità di
penetrazione del nostro messaggio. Siamo gente di strada si
percepisce quando una forza politica sta all'1% o al 5%.

D. COSA C'È CHE NON VA QUINDI?
R. Potrebbe esserci un'attribuzione del nostro dato a
Berlusconi, che nella sua rilevazione si compone di due tipi
di elettorato: uno che entusiasticamente vota Pdl, e un
altro, pari al 4-5% che si distanzia dal Pdl, qui potremmo
rientrare noi. C'è probabilmente un errore di misurazione.

D. VI ASPETTAVATE UN RISULTATO DIVERSO QUINDI?
R. Abbiamo fatto una rilevazione scientifica prima di
iniziare la sfida di Fratelli d'Italia e viaggiavamo tra il
4 e il 30% come potenziale, e fino al 14% come traduzione in
gradimento. All'inizio della campagna elettorale eravamo al
4%, abbiamo presentato le liste, oltre mille candidati in
tutta Italia per il Parlamento, più quelli delle regionali,
molte persone con importante seguito dal punto di vista
elettorale ma la rilevazione rimane sempre lì.

D. QUAL È IL PROBLEMA QUINDI? BERLUSCONI STA
ROSICCHIANDO IL VOSTRO CONSENSO?
R. C'è una scarsa presenza mediatica. Berlusconi fa il suo
mestiere, c'è poca visibilità per noi. Andrebbe molto
semplicemente applicata alla lettera la par condicio, che
prevede che tutte le liste concorrenti abbiano pari spazio.
Se esiste, va rispettata. Oppure, si può leggere la par
condicio unicamente in base agli indirizzi della legge
elettorale che favorisce le polarizzazioni e si prevede un
premio per chi sta in coalizione e non per chi è fuori.
Mentre oggi abbiamo Ingroia (Antonio, leader di Rivoluzione
civile; Ndr), fuori dai poli che ha un'esposizione pari a
una coalizione. Quello che sta accadendo è che non si
applica la par condicio e nemmeno l'indirizzo sulla legge
elettorale. Paradossalmente chi sta in coalizione viene
penalizzato e chi si chiama Ingroia raccoglie un evidente
favore da parte del circuito mediatico.

D. AVETE DELLE AZIONI IN PROGRAMMA?
R. Già la settimana scorsa in Commissione di vigilanza Rai
di cui faccio parte, ho chiesto conto di questa situazione.
Adesso ci stiamo attrezzando per fare un esposto all'Agcom
per pretendere il rispetto della legge sulla par condicio.
(Public Policy)

 

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