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Idrocarburi, dibattito nelle commissioni sulle risoluzioni Pd-M5s-Sel

idrocarburi 10 luglio 2014

ROMA (Public Policy) -'La Croazia ha manifestato apertamente l'intenzione di procedere, in piena autonomia, alle trivellazioni (nel mare Adriatico; Ndr), ed è evidente che ciò che farà questo Paese si ripercuoterà anche sul nostro'. E ancora: non si parla solo di Zagabria, ma anche di 'Francia, Spagna e Malta. Il ministero dello Sviluppo economico ha istituito un tavolo tecnico per affrontare, durante il semestre di presidenza europea dell'Italia la questione del recepimento della direttiva offshore, che dovrebbe recare tutte le garanzie necessarie per il corretto svolgimento delle attività di prospezione petrolifera'.

Due interventi nelle commissioni riunite Attività produttive e Ambiente della Camera, rispettivamente del presidente della X (Guglielmo Epifani, Pd) e del sottosegretario al Mise Simona Vicari, riassumono bene le intenzioni di maggioranza e governo in merito alle quattro risoluzioni, tutte con lo stesso titolo ('Revisione del sistema delle autorizzazioni per nuove attività di prospezione e coltivazione di giacimenti petroliferi e modifica della normativa sulla materia') ma con contenuti diversi, due presentate dal Pd, una a testa da M5s e Sel-Led.

Inutile aspettare dunque l'incontro con l'ambasciatore croato per capire la posizione di Zagabria in materia (come auspicato da alcuni parlamentari), meglio arrivare, dice Epifani, 'nel giro di una settimana o dieci giorni alla redazione di un testo che possa raccogliere le maggiori istanze possibili da presentare al Governo'. Sul punto però non sono d'accordo i 5 stelle, che chiedono un parere separato del governo per ogni singola risoluzione.

'Le risoluzioni - spiega il deputato M5s Davide Crippa - hanno un contenuto per alcuni aspetti molto distante e quindi, anche al fine di valutare l'opportunità di giungere alla formulazione di un testo condiviso, occorre conoscere le valutazioni del Governo sui singoli impegni'.

Favorevoli invece alla proposta del governo sia Sel che il Pd, nonché Alessandro Zan, esponente di Led. Ma in cosa si differenziano le risoluzioni?

PD: RIPRISTINARE DIVIETO 12 MIGLIA DALLA COSTA La prima risoluzione del Partito democratico (prima firmataria Maria Stella Bianchi), impegna il governo a:

- Sospendere ogni forma di autorizzazione per nuove attività di prospezione e coltivazione di giacimenti petroliferi nell'Adriatico e più in generale nel Mediterraneo in attesa che un'apposita Conferenza dei Paesi rivieraschi individui [...] una regolamentazione comune delle attività estrattive e di esplorazione degli idrocarburi.

- Assumere iniziative per modificare la normativa riguardante le attività di ricerca, di prospezione e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, ripristinando il divieto nello spazio di 12 miglia dalla costa per i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n.128 del 2010.

- Non mettere a rischio e a non pregiudicare, neanche potenzialmente, lo stato delle aree di reperimento di parchi costieri e marini e di aree marine protette.

- Adottare tutte le iniziative necessarie, anche normative, affinché i titolari di concessioni per ricerca ed estrazione di idrocarburi garantiscano adeguati piani di emergenza e le risorse economiche per la copertura degli interventi immediati di sicurezza, disinquinamento e bonifica, in caso di incidente, anche attraverso il deposito di adeguate cauzioni.

La seconda risoluzione, firmata dalla sola Miriam Cominelli, impegna il governo a rivedere:

- Il sistema delle autorizzazioni per le trivellazioni a terra prevedendo un coinvolgimento del ministero dell'Ambiente.

- La disciplina che regola le royalties al fine di destinare: una quota maggiore ai territori interessati dalla ricerca ed estrazione di idrocarburi nella terraferma, da destinare a misure di carattere ambientale a titolo di compensazione per gli interventi da realizzare; e una quota maggiore allo Stato, da destinare esclusivamente a misure per diminuire la dipendenza da fonti energetiche fossili e la diffusione di fonti energetiche non inquinanti e rinnovabili.

- Le modalità di coinvolgimento della popolazione lungo tutto il processo decisionale.

SEL-LED: AUMENTARE ALIQUOTE PER PRODUZIONE IDROCARBURI Primo firmatario Alessandro Zan (all'epoca in Sinistra ecologia e libertà, oggi in Libertà e diritti), la risoluzione, firmata con alcuni colleghi poi rimasti in Sel, impegna il governo a:

- Assumere iniziative dirette a prevedere che la fascia di rispetto delle 12 miglia debba valere, senza alcuna deroga, anche ai procedimenti concessori e ai procedimenti autorizzatori e concessori conseguenti e connessi, in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 128 del 2010.

- A prendere a riferimento le linee di base delle acque territoriali lungo l'intero perimetro costiero nazionale, e non le linee di costa come attualmente previsto, ai fini dei divieto entro le 12 miglia.

- A sospendere l'iter di tutte le autorizzazioni per nuove attività di prospezione e coltivazione di giacimenti di idrocarburi nel Mediterraneo in attesa della definitiva approvazione e dell'entrata in vigore del nuovo regolamento in materia.

- A prevedere le opportune iniziative normative volte a sottoporre al regime di valutazione d'impatto ambientale (Via) le attività autorizzate dagli uffici territoriali di vigilanza dell'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi, finalizzate a migliorare le prestazioni degli impianti di coltivazione di idrocarburi, compresa la perforazione.

- A prendere le opportune iniziative volte a prevedere un sensibile incremento delle aliquote di prodotto attualmente vigenti, per le produzioni di idrocarburi, liquidi e gassosi, ottenuti in terraferma e in mare.

M5S: INTRODURRE DIVIETO DI FRACKING La risoluzione dei 5 stelle, più articolata delle prime tre, porta la firma di Claudia Mannino, e sostanzialmente impegna il governo a:

- Assumere ogni iniziativa, anche normativa, volta a prevedere il divieto della tecnica della fratturazione idraulica.

- Ripristinare il divieto di estrazione nello spazio di 12 miglia dalla costa.

- Assumere iniziative normative atte a modificare e rivedere il decreto del Mise del 27 dicembre 2012, che ha ampliato la zona marina C e conseguentemente, a rivedere il complesso delle autorizzazioni per la ricerca, le prospezioni e le perforazioni in mare rilasciate.

- A prevedere, in maniera chiara ed univoca, che il parere degli enti locali sulle installazioni da assoggettare a valutazione di impatto ambientale (Via) sia acquisito e vagliato nell'ambito dello stesso procedimento di Valutazione d'impatto ambientale, al fine di assicurare la previsione e la conseguente valutazione del parere degli enti locali in relazione alle istanze di rilascio di titoli minerari in mare.

- A valutare quale sia l'effettiva produttività dei giacimenti in esercizio e ad assicurare che le imprese responsabili reperiscano le risorse necessarie a finanziare le attività di decommissioning delle piattaforme da avviare a dismissione e ad assicurare la soddisfazione delle richieste di risarcimento a cui sono tenute le compagnie petrolifere per i danni ambientali cagionati, attraverso l'innalzamento delle royalty sulle attività estrattive e sulle concessioni di coltivazione in mare.

- A prevedere che l'istruttoria per le perforazioni in mare e in terraferma - i cui oneri sono posti a carico dei soggetti che inoltrano l'istanza - sia effettuata mediante il contributo di istituti di livello nazionale in possesso delle professionalità tecniche e delle competenze specialistiche, quali l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale o il Consiglio nazionale delle ricerche.

- A promuovere con la massima tempestività la ratifica degli accordi e delle convenzioni internazionali, a cui l'Italia aderisce, che in ogni modo mirino a prevenire o a minimizzare gli impatti prodotti dalle attività di ricerca.

- Ad indire una moratoria per le nuove attività di coltivazione di idrocarburi nel mare territoriale e in terraferma.

- A prevedere un'analisi epidemiologica effettuata dell'Istituto superiore di sanità, sui rischi della salute umana che andrebbe ad analizzare l'attività di ricerca, esplorazione e coltivazione idrocarburi. - Ad estendere la autorizzazione alla Via anche per le fasi di manutenzione ordinaria che sono la causa dell'80 per cento degli sversamenti in mare.

LA DECISIONE DI EPIFANI Il presidente della X commissione, riconoscendo 'il pieno diritto del Movimento 5 stelle a richiedere il parere del governo', ritiene però evidente 'che l'espressione del parere sui singoli impegni, in questa fase, da parte del rappresentante dell'esecutivo comprometterebbe un eventuale lavoro successivo, quindi avrebbe certamente una ricaduta di tipo politico'. Detto questo, seduta rinviata. (Public Policy)

GAV

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