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Idrocarburi, ecco gli impegni del governo

idrocarburi 08 agosto 2014

ROMA (Public Policy) - Salta la mediazione nelle commissioni Ambiente e Attività produttive alla Camera per una risoluzione condivisa tra maggioranza e opposizione sulla ricerca di idrocarburi. Le commissioni, dopo aver tentato l'unificazione di quattro testi, ne hanno sottoposti al governo tre, su cui il governo ha espresso parere favorevole dopo alcune riformulazioni.

IL TESTO PD L'unica unificazione possibile è stata quella dei testi presentati da Miriam Cominelli e Mariastella Bianchi, entrambe del Pd. La risoluzione prevede 19 impegni da parte del governo. Tra i principali quello a sospendere le attività di ricerca di ricerca e produzione di idrocarburi in zone di elevato rischio sismico, vulcanico e tettonico; ad affiancare alle procedure di Valutazione di impatto ambientale (Via) un'accurata analisi dei costi e benefici in relazione alle attività esplorative e di coltivazione da autorizzare in zone di pregio turistico e economico.

Tra gli altri impegni previsti dalla risoluzione Pd anche l' adozione di iniziative per un revisione del sistema delle autorizzazioni per le trivellazioni prevedendo la redazione di apposite griglie di valutazione in grado di recepire in modo oggettivo specifici punti di criticità quali ad esempio la presenza di falde acquifere o elevati rischi sismici e rilevanti fragilità geologiche dei territori interessati dalle ipotesi di ricerca, esplorazione e coltivazione di idrocarburi; l'incremento per le nuove concessioni di coltivazione delle aliquote delle royalties fino al 50% rispetto a quelle attuali; la previsione, in maniera chiara ed univoca, che il parere degli enti locali sulle installazioni da assoggettare a Via sia acquisito e vagliato nell'ambito dello stesso procedimento per assicurare la previsione e la conseguente valutazione del parere degli enti locali in relazione alle istanze di rilascio di titoli minerari.

LA RISOLUZIONE SEL Dei cinque impegni del testo originario proposto da Sel ne è rimasto solo uno. Alcuni sono stati assorbiti nella risoluzione della maggioranza, motivo per cui Sinistra ecologia e libertà ha votato anche il testo Pd. La risoluzione, proposta da Alessandro Zan, prevede la riformulazione del decreto del Mef e Mise del 12 settembre 2013 per garantire maggiori benefici alle Regioni interessate dalle attività estrattive. Il decreto ministeriale è quello che regola l'addizionale Ires per le società che operano in Italia nel campo della ricerca e coltivazione degli idrocarburi.

GLI OTTO IMPEGNI FIRMATI 5 STELLE Otto gli impegni della risoluzione dei 5 stelle. Tra i principali del testo avanzato da Claudia Mannino, la previsione di analisi epidemiologiche effettuate dall'Istituto superiore di sanità, sui rischi della salute umana in relazione all'attività di ricerca, esplorazione e coltivazione di idrocarburi e la disposizione del blocco e rilascio di future autorizzazioni qualora siano comprovati i pericoli; a normare il sistema di smaltimento previsto dalla normativa vigente per 'fanghi e fluidi perforanti' che si generano per raggiungere i giacimenti petroliferi anche per gli impianti offshore per impedire la prassi secondo cui questi vengono dispersi nelle acque;

ad assicurare che le royalty siano integralmente assegnate, ad inizio dell'anno finanziario successivo, ad appositi capitoli istituiti nello stato di previsione del ministero dell'Ambiente e di quello dello Sviluppo economico, per assicurare lo svolgimento rispettivamente delle azioni di monitoraggio e contrasto dell'inquinamento marino e delle attività di vigilanza e controllo della sicurezza anche ambientale degli impianti di ricerca e coltivazione in mare. Altri impegni, come nel caso del testo di Sel, sono stati assorbiti dalla risoluzione di maggioranza.

SALTA IMPEGNO 'ANTI-OMBRINA' La risoluzione del M5s prevedeva anche l'impegno ad estendere il divieto di ricerca e coltivazione di idrocarburi "ad aree marittime e costiere protette in fase di attuazione o costituzione", ma che non è rientrato nel testo accettato del governo. Un posizione che avrebbe riguardato un progetto osteggiato sia dalle associazioni ambientaliste sia dai 5stelle, cioè la piattaforma Ombrina Mare che la società inglese Medoilgas vorrebbe istallare al largo delle coste abruzzesi. L'opera dovrebbe infatti rientrare all'interno del parco Trabocchi, che però non è stato ancora perimetrato. (Public Policy)

FRA

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