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Idrocarburi in Salento, al Mise è nato un gruppo tecnico

puglia mare 11 settembre 2017

ROMA (Public Policy) - Al via al Mise il Gruppo tecnico per un supplemento di valutazione delle indagini geofisiche relative alle prospezioni nell’area del mar Ionio al largo delle coste salentine per la ricerca nel settore degli idrocarburi.

Lo ha disposto la sottosegretaria allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, dopo l’emanazione da parte del ministero dell’Ambiente del decreto di compatibilità ambientale in relazione alla richiesta di prospezione avanzata dalla Global Med LLCC.

L'obiettivo, si legge in una nota, è svolgere un’attività di valutazione delle migliori tecnologie disponibili per le attività di prospezione geofisica ed offshore tale da vagliare le recenti innovazioni tecnologiche quale passaggio propedeutico all’eventuale concessione di questo e analoghi permessi di ricerca.

“È evidente la necessità di contemperare la sicurezza delle nostre coste e dei nostri mari, considerata prioritaria, con le attività di ricerca, anche alla luce delle iniziative più rilevanti che vedono impegnato il Mise, a partire dalla Strategia energetica nazionale mirata ad una forte decarbonizzazione e che dunque segna un punto rilevantissimo verso un futuro libero dall’utilizzo delle fonti fossili”, ha detto Bellanova.

“Vorrei ancora ricordare - prosegue la viceministro - che a marzo il Governo ha nominato il neo-presidente del Comitato per la sicurezza delle operazioni a mare (Comitato offshore) e dando ulteriore attenzione alla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, creando ulteriori punti di verifica per autorizzare le attività in mare. E che, inoltre, nel luglio scorso, con il pieno supporto del nostro ministero, il decreto legislativo n. 104/2017 di aggiornamento della disciplina Via ha accolto il principio che tutti i rilievi geofisici attraverso l'uso della tecnica airgun siano soggetti a Via nazionale, senza sconti”.

“D’altra parte il decreto Via appena pubblicato è solo un atto propedeutico dal momento che sono ancora in corso l’esame tecnico e le procedure amministrative che potrebbero portare al conferimento di un permesso di ricerca di idrocarburi. Nessuna attività può dunque attualmente avere luogo in quell’area.  Mentre, contemporaneamente, il “Primo rapporto sugli effetti per l'ecosistema marino della tecnica dell'airgun”, curato da Ispra ed uscito a dicembre 2016, indica nuovi interessanti sviluppi di tecnologie alternative che utilizzano sorgenti a zero impatto sull’ambiente. Una dinamica - sottolinea Bellanova - estremamente complessa, dove la responsabilità e l’attenzione da parte nostra verso la tutela e la salvaguardia del territorio è indiscutibile, che obbliga tutti noi ad una grande attenzione nel dosare le parole e a una grande responsabilità nei confronti di questioni estremamente rilevanti”.

“Ecco perché”, conclude, “prima di rilasciare qualsiasi dichiarazione ho ritenuto prioritario, ineludibile e necessario confrontarmi con le Direzioni generali competenti per avviare la costituzione del Gruppo tecnico. Solo a quel punto, ovvero dopo il lavoro che gli esperti condurranno con massimo scrupolo e serietà, e dunque avendo a disposizione tutti gli elementi di valutazione, potrà essere detta l’ultima parola”. (Public Policy) RED

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