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Il Mise è al lavoro su un decreto con 'nuovi strumenti' per la banda ultralarga

banda larga 06 maggio 2015

ROMA (Public Policy) - "In poche settimane con un decreto (che è in preparazione) occorrerà render chiari questi strumenti e avviare il processo di notifica a Bruxelles, terminato il quale essi saranno pienamente operativi". Lo ha affermato in aula al Senato il sottosegretario al Mise con delega alle comunicazioni Antonello Giacomelli, intervenendo sul piano del Governo sulla banda ultralarga, dopo la discussione di alcune mozioni sul tema.

Poco prima di annunciare il decreto sulla banda larga, Giacomelli ha parlato degli strumenti già disponibili per lo sviluppo della rete infrastrutturale per il digitale, e, appunto, di quelli che il Mise si appresta a varare con il provvedimento. Intanto, il governo ha previsto nel Fondo sviluppo e coesione uno stanziamento per il 2017 "di una cifra importante", pari a circa 6 miliardi, ha riferito il responsabile per le politiche in materia di comunicazioni del Mise.

"Abbiamo acquisito la disponibilità della Banca europea per gli investimenti a giocare un ruolo di garanzia che consente di attualizzare quelle risorse e renderle disponibili da subito". Mettere in campo le risorse tuttavia, "non significa averle immediatamente spendibili" ha spiegato, "perché come è ovvio, strumenti innovativi, come il credito di imposta, il voucher, il fondo di garanzia, devono passare la procedura della notifica a Bruxelles, ed è questo che il governo intende fare". A quelli tradizionali dunque, il Mise, con il nuovo provvedimento aggiungerà "nuovi strumenti che hanno una loro maggiore efficacia, che saranno operativi subito dopo che Bruxelles li avrà dichiarati compatibili col regime della normativa europea". (Public Policy) LEP

 

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