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Il Miur e il Museo del fascismo: fondi statali? Un'ipotesi

mussolini 02 agosto 2016

ROMA (Public Policy) - "Attualmente", per il Museo del fascismo a Predappio, "non sono stanziati contributi governativi ma solo fondi privati, europei e degli enti locali".

"Il 9 dicembre 2015 il programma, basato su una dichiarata sostenibilità economica di quasi 5 milioni di euro, è stato approvato in via definitiva e può contare su contributi privati, fondi Ue e risorse comunali, per una somma complessiva di circa 3 milioni di euro, sufficiente a coprire un primo lotto di lavori corrispondente allo stralcio per la realizzazione del comparto museale", ma va aggiunto "un ipotizzato contributo statale (all'epoca ancora da definirsi) che consentirebbe il completamento del progetto con la realizzazione dei servizi per il pubblico, nonché con attività che potranno cooperare all'economia stessa della struttura".

È quanto ha riferito in commissione Istruzione al Senato il sottosegretario al Miur Antimo Cesaro rispondendo a un'interrogazione di Alessia Petraglia (Sel) che chiedeva all'esecutivo se le notizie di stampa sul progetto del Museo del fascismo a Predappio fossero vere e se il governo intendesse stanziare risorse pubbliche per il finanziamento.

Per il rappresentante dell'esecutivo, il nuovo programma inerente il bene chiamato 'ex Casa del fascio e dell'ospitalità', proposto dal Comune di Predappio, "ripropone destinazioni simili" al progetto approvato nel 2012, "che prevedeva una prevalente destinazione d'uso a carattere espositivo-museale, con l'obiettivo di creare un centro di elaborazione culturale di livello nazionale ed internazionale".

Tutto fu poi bloccato per il terremoto emiliano nel 2012. Nel nuovo progetto vi saranno, in sostanza, "la sede del centro di documentazione e studi sulla storia del Novecento (relativamente al periodo compreso tra le due guerre) ampliato con servizi di archivio, biblioteca, emeroteca e fototeca" e "il Museo del fascismo, dedicato alla ricostruzione storica ed alla rappresentazione dell'intero periodo della dittatura fascista, delle sue premesse e delle sue conseguenze". Esclusa, invece, "l'attività di foresteria".

Infine, in merito al presunto pericolo di un revisionismo storico e al rischio che gli spazi espositivi divengano spazi celebrativi della dittatura fascista, il sottosegretario ha richiamato "il dibattito svolto tra gli studiosi di storia contemporanea, in termini riflessivi e problematici, circa il progetto museale in questione, rispetto al quale l'autorità politica non può che avere a un'attitudine di rispettoso ascolto".

Il progetto, dunque, "per quanto noto finora", non può generare, secondo l'esponente del Miur, preoccupazioni di revisionismo storico. (Public Policy) IAC

 

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