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"IL PROBLEMA CARCERI VA RISOLTO PARTENDO DALLA EX CIRIELLI" /INTERVISTA

08 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 8 gen - (di Sonia Ricci) "Il
problema va risolto alla radice. Sul sovraffollamento
carcerario noi avevamo presentato delle proposte in questa
legislatura che sicuramente verranno portate avanti anche
nella prossima".

Parole di Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione
Giustizia alla Camera durante l'ultima legislatura, in
merito alla sentenza della Corte europea dei diritti umani
(Cedu), che ha condannato l'Italia al pagamento di 100 mila
euro per violazione dell'articolo 3
(divieto di tortura e trattamenti inumani o degradanti)
della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

D. QUALI SONO LE CAUSE PRINCIPALI DEL SOVRAFFOLLAMENTO?
R. Tra le tante molto è dovuto al fatto che c'è stata una
politica che ha portato all'introduzione di nuove figure di
reato, che riguardano soprattutto la marginalità sociale.

Il problema del sovraffollamento non si risolve soltanto con un
intervento come quello delle misure alternative, ma c'è
bisogno di una depenalizzazione dei reati e di una riduzione
delle pene, per esempio quelle che riguardano il piccolo
spaccio di stupefacenti.

In Italia sono quasi 24 mila le persone detenute per questo
tipo di reato. C'è la proposta sulle misure alternative al
carcere. Ci abbiamo provato con la delega che però non è
stata approvata al Senato.

D. IL DDL SULLE MISURE ALTERNATIVE QUANTO POTREBBERE
INCIDERE SUL PROBLEMA?
R. In termini numerici si parlava approssimativamente di
1.500 detenuti uscenti ma non ci sono solo questi. Il
provvedimento contempla anche coloro che non entrerebbero in
carcere grazie alle misure alternative. Avevamo previsto la
detenzione domiciliare alternativa alla carcerazione.

Era una proposta nuova, dove sarebbe stato il giudice ad
applicare con la sentenza la misura alternativa. Questo però
è un percorso - come detto - che non basta a risolvere il
problema.

D. SE VINCERÀ LE ELEZIONI CHE MISURE PRENDERÀ IL
CENTROSINISTRA?
R. Abolizione dell'ex Cirielli (in materia di recidiva e
prescrizione; Ndr), introduzione di pene alternative alla
reclusione, depenalizzazione e introduzione di nuove misure,
come l'estensione dell'istituto dell'oblazione (causa di
estinzione del reato tramite un pagamento volontario; Ndr) e
la cauzione. Queste si possono considerare nuove pene.

E ancora: introduzione della messa alla prova per le pene
inferiori a quattro anni, eliminazione degli automatismi
della custodia cautelare in carcere, introduzione
dell'archiviazione o non punibilità del fatto di particolare tenuità.

Al tempo stesso c'è bisogno di rafforzare tutte le
misure che ci sono come i servizi sociali, che servono da
raccordo per il recupero, sia all'interno che all'esterno
del carcere. Altro importante intervento è la realizzazione
del Piano carceri, annunciato ma non attuato.

D. OLTRE AL SOVRAFFOLLAMENTO QUALI SONO GLI ALTRI PROBLEMI
DELLE CARCERI?
R. Il problema del sovraffollamento crea certamente altri
problemi. Infatti non ci sono sono numeri sufficienti di
educatori, psicologi e non è possibile per molti detenuti
lavorare durante la detenzione. Ci vuole un impegno
sinergico su vari fronti. (Public Policy)

SOR

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