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"IL PROBLEMA NON È LA PRECARIETÀ MA L'ESCLUSIONE DAL MERCATO" /INTERVISTA

Innovare-Charlie-Chaplin-Tempi-Moderni-1936 15 febbraio 2013

giovani-e-lavoro

(Public Policy) - Roma, 15 feb - (di Laura Preite)
Cancellare la riforma Fornero, tornare alla legge Biagi.
Questa la proposta del Pdl sul lavoro, da cui partire per
rilanciare l'occupazione e in particolare quella giovanile.
Lo spiega Maurizio Sacconi, ex ministro del Lavoro
dell'ultimo Governo Berlusconi, ricandidato al Senato in
Veneto e punto di riferimento per le politiche del lavoro
del partito.

Una materia dall'alto contenuto ideologico, il lavoro,
ricorda Sacconi, alla presentazione dello "Statuto dei
lavori", a Roma, a dieci anni dall'approvazione della legge
Biagi (legge delega del 14 febbraio 2003, n.30, dal nome del
giuslavorista ucciso dalle nuove Br, Marco Biagi).

D. CANCELLARE LA LEGGE FORNERO PER TORNARE ALLA LEGGE BIAGI?
R. Sì, e su questa premessa costruire un diverso assetto
regolatorio e realizzare il sogno di Marco Biagi, un
semplice testo unico chiamato Statuto dei lavori, che
contenga i diritti universali e inderogabili, determinati
dai principi dell'ordinamento nazionale, comunitario e
internazionale.
Per il resto bisogna rinviare tutto alla contrattazione,
nazionale, aziendale, anche individuale quando è
certificata. Vale il principio di sussidiarietà: il livello
più prossimo alle persone e alle imprese prevale su quello
più lontano.

D. PER I CONTRATTI COSA PREVEDETE?
R. Una fortissima duttilità nell'adattarsi reciprocamente,
nell'incontrarsi concretamente ed effettivamente, tra
esigenze dei lavoratori e degli imprenditori. Si fa con gli
accordi, e quindi serve l'articolo 8 (sulla contrattazione
di prossimità; Ndr), che è il simbolo e lo strumento
concreto della svolta.

D. BERLUSCONI HA RIBADITO LA CREAZIONE DI 1 MILIONE E MEZZO
DI POSTI DI LAVORO. LA PRECARIETÀ GIOVANILE COME SI RISOLVE?
R. Grazie alla legge Biagi, fino alla crisi sono stati
creati un milione e mezzo di posti. L'emergenza vera, ancor
prima che la precarietà, è l'esclusione dei giovani dal
mercato del lavoro. O meglio, la vera precarietà è quella di
chi rimane a lungo escluso dal mercato.
I giovani sono così esclusi che rinunciano anche a cercare,
questo è il dramma. Il loro primo problema è di trovare
un'occupazione.

D. E COME SI FA?
R. Il Popolo della libertà ha fatto la proposta di un
pesante abbattimento fiscale per 5 anni dei primi contratti
permanenti, a tempo indeterminato, dei giovani.

D. QUESTO SARÀ SUFFICIENTE PER RILANCIARE L'OCCUPAZIONE?
R. Non basterà, ma sarà inserito in un contesto di
investimento sulle competenze: l'emergenza italiana è molto
legata al disastro educativo, generazioni intere povere di
competenze. Non per colpa loro, ma di cattivi educatori e
genitori, troppo occupati con sé stessi per accompagnarli
alle scelte educative.

D. QUINDI SERVE ANCHE UNA RIFORMA DELL'ISTRUZIONE E
DELL'UNIVERSITÀ?
R. Sì, dobbiamo attuare le riforme Gelmini (Mariastella,
ministra dell'Istruzione dal 2008 al 2011; Ndr) orientate ad
asciugare e qualificare l'offerta formativa, rivalutare
l'istruzione tecnica, la conoscenza scientifica e il lavoro
manuale. L'educazione deve essere rivolta anche
all'occupabilità.

D. IN CONCLUSIONE, È STATO FATTO QUALCOSA DI BUONO NELLA
MATERIA DEL LAVORO DURANTE IL GOVERNO MONTI?
R. No. È stato prodotto un disastro, in pochi mesi si è
riusciti a portare dall'8,8% all'11,2% il tasso di
disoccupazione in Italia. Rispetto alla media europea
avevamo un vantaggio molto significativo che si è quasi
cancellato. (Public Policy)

LAP

Per approfondire:

I DIECI PUNTI DELLA PROPOSTA PDL

 

 

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