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IL REDDITO DI CITTADINANZA SECONDO PD E MOVIMENTO 5 STELLE /INTERVISTE

reclaim1-400x185 11 febbraio 2013

reddito

(di Public Policy per Il Fatto Quotidiano)

LAVORO, BONAFEDE (5 STELLE): “REDDITO DI CITTADINANZA, COSÌ CI SALVIAMO TUTTI”

Avvocato, 36 anni, Alfonso Bonafede è capolista alla Camera in Toscana per il Movimento 5 Stelle. Un programma succinto, in venti punti, quello del Movimento che Beppe Grillo ha esplicitato con la lettera agli italiani pubblicata mercoledì sul suo sito. Al primo punto c’è il reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza per tutti, perché?
Il reddito di cittadinanza esprime un principio importante e fondamentale per la ripresa del Paese: siamo tutti sulla stessa barca, in una tempesta e dobbiamo provare a uscirne fuori insieme. Il reddito di cittadinanza consente a qualsiasi cittadino di avere, nel caso non lavori, un reddito che vorremmo fosse intorno ai 900-1000 euro che consente di non rinunciare ai propri diritti, di non diventare schiavo. Durerà tre anni e si riceveranno un massimo di tre offerte in base alle proprie competenze attraverso gli uffici di collocamento, che devono essere potenziati, al terzo rifiuto il reddito viene tolto.

Dove prenderete le risorse visti i problemi di bilancio pubblico?
Il problema in Italia non è il debito pubblico, che è sicuramente sostenibile. Il vero problema sono le priorità: i soldi che ci sono vanno in due grandi voragini: i costi della politica e i grossi appalti, opere che non servono a nessuno, come la Tav. Se interveniamo qui riusciamo a trovare senza dubbio i soldi. Poi, rinunciamo al finanziamento pubblico ai partiti (sono 100 milioni di euro per questa legislatura), lo stipendio ce lo dimezzeremo da 10 mila a 5 mila euro, aboliremo le province, senza se e senza ma.

(segue sul Fatto Quotidiano)

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LAVORO, DAMIANO (PD): “REDDITO DI CITTADINANZA NO, SALARIO MINIMO SÌ”

È più a suo agio a parlare di esodati Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera. Ne ha fatta una battaglia personale ed ha portato a casa la “salvaguardia” per 130mila persone. Non è solo suo il risultato, ma lui si è speso molto e promette che continuerà a farlo fino a salvaguardare tutti. Mentre sui giovani e la disoccupazione, riparte dal 2007 , quando era ministro del Lavoro del secondo governo Prodi, dal suo protocollo su previdenza, lavoro e competitività e dal cuneo fiscale.

Reddito minimo di cittadinanza a tutti, è d’accordo?
“Bisogna andarci cauti è una materia complessa. Come slogan può funzionare, ma un reddito di cittadinanza indipendentemente dal lavoro svolto non penso sia fattibile, non va assolutamente bene. Invece bisogna introdurre un salario minimo per chi ha un reddito basso, un contratto a progetto per esempio, bisogna dare degli standard di remunerazione e di equità retributiva: sotto un minimo non si va”.

La struttura degli ammortizzatori va cambiata?
“Va migliorata e potenziata. Nella crisi dovremmo rendere gli ammortizzatori sociali più adatti a tutelare il lavoro. La riforma Fornero li accorcia troppo: 18 mesi non sono sufficienti. Mobilità e disoccupazione devono rimanere”.

(segue sul Fatto Quotidiano)

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