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ILVA-BIS, ARPA: SOLO ATTUANDO LA NUOVA AIA DIMEZZEREMO IL RISCHIO SANITARIO

ILVA-BIS, ARPA: SOLO ATTUANDO LA NUOVA AIA DIMEZZEREMO IL RISCHIO SANITARIO 12 giugno 2013

ILVA-BIS, ARPA: SOLO ATTUANDO LA NUOVA AIA DIMEZZEREMO IL RISCHIO SANITARIO

(Public Policy) - Roma, 12 giu - Attuando la nuova Aia
(Autorizzazione integrata ambientale) nel 2016 arriveremo a
"un dimezzamento del rischio cancerogeno nella popolazione
residente intorno all'area industriale" dell'Ilva di
Taranto. Ne è convinta l'Arpa Puglia (Agenzia regionale per
la prevenzione e la protezione dell'ambiente) e lo dice
chiaramente durante l'audizione alla Camera, nelle
commissioni riunite Ambiente e Attività produttive, dove si
sta discutendo la conversione in legge del dl 61/2013
(Ilva-bis, varato dal Governo il 4 giugno scorso).

Secondo l'Agenzia regionale, che solo da ottobre 2012 ha il
compito di effettuare l'analisi del rischio sanitario a
Taranto, "era stata proprio l'assenza di valutazioni di tipo
sanitario a rendere necessario l'intervento della
magistratura". L'Arpa sottolinea quanto sia "discutibile" la
convinzione per la quale "i limiti ambientali (sia quelli
emissivi degli impianti, sia gli indicatori di qualità
dell'aria) siano di per sè intrinsecamente idonei a tutelare
la salute della popolazione residente nell'area urbana
adiacente agli impianti".

In ogni caso, nonostante l'Aia 2016, rimarrà "un rischio
sanitario in eccesso rispetto a quello previsto" da numerosi
organismi internazionali: una situazione - si legge nel
testo consegnato in commissione dall'Arpa - "che potrebbe
dar luogo a un'ulteriore fase di gestione del rischio, ad
esempio correggendo la massima capacità produttiva
dell'impianto, riducendo così le emissioni annue".

L'Arpa ci tiene a chiarire
che "i rischi cancerogeni stimati [...] sono un mero
strumento attraverso il quale si può realizzare una policy
pienamente preventiva", ma non sono "evidentemente fondati
su dati epidemiologici". La procedura seguita è finalizzata
"all'assunzione di decisioni volte a tutelare la salute
delle popolazioni, incorporando i princìpi di precauzione e
di prudenza scientifica".

Il testo consegnato alla Camera contiene nel dettaglio
tutti i dati ricavati dall'Arpa nella sua azione di
monitoraggio dell'Ilva. Al termine della procedura, "si
evince che più dell'80% del rischio cancerogeno è
attribuibile al benzo(a)pirene, un inquinante contenuto
nelle emissioni fuggitive delle cokerie". L'eccesso di
rischio a Taranto, nel quartiere Tamburi, sottolinea
l'Agenzia regionale, "era già stato evidenziato 3 anni fa e
aveva portato alla segnalazione da parte della Regione al
ministero dell'Ambiente".

"Analogamente - si legge ancora - se fossero stati
realizzati gli studi epidemiologici proposti al ministero da
Arpa e Asl di Taranto in sede di Aia, forse ci sarebbe stata
una gestione pre-giudiziaria del problema ambiente-salute e
non sarebbero scoppiati i conflitti sociali e
istituzionali". A meno che non si ritenga, conclude il dg di
Arpa Puglia Giorgio Assennato citando San Matteo, che
"oportet ut scandala eveniant (è opportuno che gli scandali
avvengano; Ndr)".

ILVA-BIS, ASSENNATO (ARPA PUGLIA): SERVE UNA RIFORMA DELLE AGENZIE REGIONALI
(Public Policy) - Roma, 12 giu - Le agenzie regionali per la
protezione dell'ambiente (Arpa) non devono essere "strumenti
musicali che suonano la musica gradita ai governatori
regionali". Per questo è necessario andare verso un "sistema
agenziale integrato, efficiente ed autonomo".

Lo scrive nella relazione consegnata oggi nelle commissioni
riunite Ambiente e Attività produttive il direttore
dell'Arpa Puglia Giorgio Assennato, aggiungendo: "Da anni è
in discussione in Parlamento il progetto di legge
Bratti-Realacci (entrambi deputati Pd; Ndr)" che va -
secondo Assennato - nella direzione auspicata.

Si tratta delle proposte abbinate C.3271 (Alessandro
Bratti) e C.55 (Ermete Realacci), il cui esame in
commissione Ambiente alla Camera è iniziato il 27 ottobre
2011, dal titolo: "Istituzione del Sistema nazionale delle
agenzie ambientali e disciplina dell'Agenzia per la
protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici".

"Forse - conclude Assennato - il caso Taranto potrebbe
accelerare l'iter del disegno di legge. Forse". (Public
Policy)

GAV

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