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ILVA-BIS, ISPRA CHIEDE REGOLAMENTO PER ACCERTAMENTO SANZIONI AIA

Ilva 12 giugno 2013

ILVA-BIS, ISPRA CHIEDE REGOLAMENTO PER ACCERTAMENTO SANZIONI AIA

(Public Policy) - Roma, 12 giu - Sarebbe auspicabile un
emendamento che impegni il ministero dell'Ambiente
all'emanazione di un "regolamento" per l'accertamento, la
notificazione e la contestazione delle sanzioni Aia
(Autorizzazione integrata ambientale) affidate all'Ispra nel
decreto salva Ilva-bis. E ancora: è necessario che venga
affrontato il problema del finanziamento delle attività
ispettive, oggi "non sufficiente" a consentire "la
costruzione di un sistema credibile".

È quanto chiede l'Istituto superiore per la protezione e la
ricerca ambientale (Ispra) in audizione nelle commissioni
riunite Ambiente e Attività produttive della Camera, dove è
in conversione il dl Ilva-Bis varato dal governo il 4 giugno
scorso.

Il dl in discussione a Montecitorio, che stabilisce il
commissariamento straordinario dell'Ilva di Taranto,
introduce ulteriori competenze per Ispra nell'ambito dei
procedimenti di accertamento delle violazioni dell'Aia. Con
l'audizione di oggi l'Ispra chiede l'introduzione di
maggiori precisazioni sul suo ruolo e competenze.

L'Ispra chiamato a svolgere attività di vigilanza e di
controllo tecnico sul rispetto dell'Aia ha due orientamenti
differenti: "In sostanza - si legge nella relazione - Ispra
e le agenzie ambientali si possono trovare a utilizzare gli
esiti degli accertamenti sia come contenuto di una notizia
di reato da trasmettere all'autorità giudiziaria sia come
contenuto di una proposta di diffida o di revoca di
un'autorizzazione da trasmettere all'amministrazione
competente".

L'istituto chiede al ministero dell'Ambiente di introdurre
un regolamento che stabilisca anche le modalità di
"notificazione" delle sanzioni Aia, non avendo ancora
l'Ispra un proprio statuto. Infatti, l'istituto nato nel
2008 dalla fusione di tre enti differenti (Infs, Apat e
Acram) deve ancora ultimare la stesura del proprio
regolamento interno.

Infine, l'Ispra chiede che venga affrontato con l'esame del
decreto anche il problema più generale della disciplina e
del finanziamento delle attività ispettive.

"Le tariffe oggi a carico degli ispettori - si legge in
conclusione - appaiono non sufficienti a consentire agli
enti di controllo la costruzione di un sistema credibile e
consistente che comprenda la formazione il mantenimento di
risorse dedicate alla complessa e onerosa disciplina di
monitoraggio e controllo". (Public Policy)

SOR

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