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ILVA-BIS, MAGGIORANZA INCONTRA BONDI E PRESENTA EMENDAMENTI SU CREDITI BANCARI

Ilva 24 luglio 2013

ILVA-BIS, MAGGIORANZA INCONTRA BONDI E PRESENTA EMENDAMENTI SU CREDITI BANCARI

SE MODIFICHE NON VERRANNO INTRODOTTE GOVERNO AVVIERÀ PROCEDURA D'URGENZA

(Public Policy) - Roma, 24 lug - Tre emendamenti presentati
al Senato a firma Pd, Pdl e Scelta civica sullo stesso tema
(1.34, 1.35 e 1.36) e che la maggioranza punta a introdurre
nel dl Ilva bis: nel caso di fallimento di un'azienda
commissariata le prime a vedersi restituire il 60% dei
crediti saranno le banche e i finanziamenti a favore
dell'impresa commissariata saranno "prededucibili" durante
il concordato preventivo, ovvero saranno pagati prima di
ogni altro credito.

E se non si riuscisse a introdurre la modifica? "La
maggioranza - rivelano fonti di Palazzo Madama - chiederà al
governo la procedura d'urgenza sul provvedimento, per dare
già mandato ai relatori entro questa sera e chiudere entro
venerdì il decreto in Aula".

Secondo fonti di maggioranza, gli emendamenti
"salva-crediti" (a firma Luigi Perrone, Pdl, Stefano
Collina, Pd, e Maria Paola Merloni, Sc) sono stati
presentati dopo alcuni incontri informali tra esponenti
della maggioranza ed Enrico Bondi, commissario straordinario
di Ilva.

Bondi - secondo la fonte - avrebbe chiesto di introdurre
questa modifica per avere "un'assicurazione", un aiuto
"per ottenere finanziamenti dalle banche" e garantire
quindi a quest'ultime la restituzione dei crediti anche in
caso di crisi.

Nel frattempo, il governo cerca anche di ridurre gli
emendamenti presentati (al momento sono 106), invitando i
gruppi al ritiro. Durante la seduta di oggi, infatti, i due
presidenti delle commissioni Industria e Ambiente del Senato
(Massimo Mucchetti del Pd e Giuseppe Francesco Marinello del
Pdl) hanno chiesto ai senatori di illustrare solo gli
emendamenti sui quali i gruppi non hanno intenzione di
tornare indietro.

In particolare i 5 stelle hanno elencato sette emendamenti
da salvare (1.14, 1.49, 1.50, 1.67, 1.73, 1.82, 1.83), che
riguardano: i criteri per la nomina della struttura
commissariale, l'esclusione dal pagamento dei ticket
sanitari per i Comuni inquinati, responsabilità del
commissario e gestione dei guadagni dell'impresa in favore
delle bonifiche e della tutela della salute.

E ancora: i 5 stelle non concordano su quello che per loro
è la "tesi nascosta" del provvedimento: "La possibilità -
spiega una fonte del M5s - per la struttura commissariale
di limitare le prescrizioni dell'Aia, con particolati poteri
al comitato dei tre esperti che potranno decidere sui tempi
di attuazione". Ma non basta: secondo il Movimento il
decreto permetterà di interrompere i procedimenti giudiziari
a carico delle aziende che inquinano con l'arrivo di un
commissario, "scavalcando di fatto - aggiunge la fonte - il
ruolo della magistratura". (Public Policy)

SOR

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