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ILVA, CLINI: BENE SENTENZA CONSULTA, ORA NIENTE SCUSE, AVANTI COL RISANAMENTO

Ilva 10 aprile 2013

ilva-taranto

(Public Policy) - Roma, 10 apr - "Abbiamo un impegno, avevo
detto quando si erano aperte le contestazioni alla legge da
parte della magistratura di Taranto che c'era il rischio che
si bloccasse il processo di risanamento. Ora dobbiamo
recuperare il tempo che non voglio dire abbiamo perso ma che
avrebbe potuto essere utilmente speso per il risanamento".

Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini interviene a 'Nove
in punto' su Radio 24, per commentare la sentenza della
Corte costituzionale sulla legge 231, che predispone l'Aia
(Autorizzazione integrata ambientale) per attivare il
risanamento degli impianti Ilva di Taranto. Per la Consulta
il provvedimento non viola i requisiti di costituzionalità,
come aveva invece ipotizzato il ricorso della magistratura
di Taranto.

"Adesso - dice Clini - non ci sono più scuse per nessuno:
l'azienda deve correre, le amministrazioni locali devono
essere impegnate sul pezzo così come il ministero
dell'Ambiente. Non è più ammissibile il balletto di
competenze che è un classico della nostra esperienza
amministrativa".

Ora, ribadisce il ministro dell'Ambiente, che la Corte
costituzionale ha detto che la legge sull'Ilva è la via
giusta, "bisogna andare avanti". E sulla decisione della
Corte, prosegue, "abbiamo un tema: la certezza del diritto
nel nostro Paese. Il lavoro che abbiamo fatto, per niente
facile, ha portato a stabilire un punto fermo: il programma
di risanamento di quello stabilimento per rispettare le
leggi italiane e le direttive europee. L'azienda ora sa cosa
deve fare, in relazione alle leggi".

Clini si augura che i cittadini dell'area di Taranto
capiscano questo fatto, quando saranno chiamati a
esprimersi, domenica, nel referendum consultivo sulla
chiusura parziale o totale dell'Ilva. Nel caso di un
referendum che dia un responso di chiusura di quello
stabilimento, per il ministro "è bene che si sappia che la
conseguenza sarebbe un incertezza per l'intero Paese".

Clini sottolinea due aspetti: da un lato, un simile
verdetto avrebbe conseguenze gravi nel mettere in allarme
gli investitori esteri, dall'altro ne risentirebbe il
prinicipio della certezza del diritto, dati gli accordi
presi con gli enti locali e la Regione Puglia nella stesura
del decreto Ilva.

Le comunità locali hanno le amministrazioni locali e
regionali che, con le loro competenze, spiega Clini, hanno
collaborato nella soluzione della legge sull'Ilva.
"Ripeto: l'Aia è il risultato di un lavoro congiunto con le
amministrazioni. Se le amministrazioni locali prendessero
decisioni in conseguneza di un referendum consultivo di quel
tipo si aprirebbe uno scenario difficile". (Public Policy)

LEP

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