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ILVA, LEGAMBIENTE AL GOVERNO: NON ANNACQUATE L'AIA

Ilva 20 maggio 2013

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"PRODUZIONE INDUSTRIALE NON SUPERIORE A SETTE MILIONI DI TONNELLATE"

(Public Policy) - Roma, 20 mag - "Legambiente ritiene che le
accertate inadempienze dell'Ilva, evidenziate dalle
relazioni dell'Ispra e del garante dell'Aia, e la mancanza
di sanzioni nei confronti dell'azienda, così come previsto
dalla legge cosiddetta Salva Ilva, siano inaccettabili".
Così si legge nel rapporto di Legambiente, sezione di
Taranto, presentato al ministro dell'Ambiente Andrea Orlando
e al Governo.

La relazione dell'Ispra risale a un'ispezione ai primi di
marzo, mentre il garante dell'Aia Vitaliano Esposito aveva
sollevato criticità il 26 marzo. Tra le inadeguatezze
rilevate la mancata copertura dei nastri trasportatori,
l'area di carico-scarico dei materiali, i parchi di deposito
dei materiali, il mancato contenimento delle emissioni in
vari reparti.

Legambiente chiede che non ci siano più ritardi e che
"quanto la legge prescrive sia immediatamente messo in atto
sanzionando l'azienda". Per l'associazione ambientalista si
corre il rischio di "annacquare l'Aia" sino a renderla
"sostanzialmente inefficace" se le richieste dell'azienda,
di posticipare gli obblighi di bonifica contenuti nel Salva
Ilva venissero accolte.

L'Ilva ha chiesto nelle sue relazioni trimestrali che gli
obblighi di chiusura dei nastri e cadute di materiali sfusi
che erano da fare entro gennaio scorso siano posticipate al
2015, così come la nebulizzazione di acqua (fog cannon)
al fine di ridurre le emissioni diffuse dei parchi minerali
sia posticipata di un anno (ottobre 2012 - ottobre 2013).

Ma per Legambiente non c'è ragione di posticipare: "I tempi
stabiliti per la realizzazione delle prescrizioni sono stati
già oggetto di un serrato confronto tra Governo, istituzioni
locali, organismi tecnici e Ilva e sono stati dettati
dall'emergenza ambientale e sanitaria esistente a Taranto.
Concedere proroghe da parte del Governo significherebbe
ancora una volta sacrificare la salute e la vita dei
cittadini di Taranto alle esigenze dell'azienda".

LA RICHIESTA DI RIESAME DELL'AIA
Per Legambiente anche l'Aia, l'autorizzazione ambientale
deve essere "nei tempi più rapidi" riesaminata affinché la
produzione industriale, "sia compatibile con l'esigenza di
tutela della salute dei cittadini di Taranto e comunque non
superiore ai sette milioni di tonnellate annue".

La tutela della salute deve essere più stringente, continua
il rapporto che denuncia un provvedimento all'esame del
Parlamento "in tema di valutazione del danno sanitario che
prevede una metodologia di valutazione estremamente meno
protettiva di quella adottata dalla Regione Puglia nei
confronti della popolazione esposta ad inquinamento
ambientale nella Legge Regionale n. 21/2012". Per
Legambiente a livello nazionale devono valere le metodologie
adottate dalla Puglia l'anno scorso.

Il rapporto conclude con una nota amara: "Il quadro fin qui
esposto è di tale gravità che ci fa ritenere che nulla sia
cambiato rispetto alla gestione dei rapporti con l'Ilva".

CLINI AL TERMINE DEI CONTROLLI TRANQUILLIZZAVA
L'ex ministro dell'Ambiente Corrado Clini aveva precisato
al termine dei controlli del garante che l'Ilva poteva
chiedere delle proroghe nelle bonifiche senza intaccare
nella sostanza i risultati.

Si legge in una nota del 12 aprile: "Il ministero ha messo
in evidenza che l'Ilva, avvalendosi della facoltà prevista
dalla legge di introdurre modifiche non sostanziali alla
tempistica degli interventi previsti dalle prescrizioni Aia,
ha inviato al ministero e al gruppo istruttore di cui fanno
parte la Regione e gli enti locali richieste di modifiche
della tempistica per i lavori secondo un cronoprogramma che
rispetta i termini conclusivi per la realizzazione di tutte
le prescrizioni. Le richieste sono collegate ai tempi
tecnici necessari in considerazione della quantità, della
complessità e dell'innovatività degli interventi". (Public
Policy)

LAP

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