Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

ILVA, SE CON LA NUOVA NORMA SI SOSPENDONO I DIRITTI DI PROPRIETÀ /INTERVISTA

Ilva, dl: stop sanzioni durante commissariamento se rispettato piano ambientale 20 settembre 2013

ILVA, SE CON LA NUOVA NORMA SI SOSPENDONO I DIRITTI DI PROPRIETÀ /INTERVISTA

PARLA OSCAR GIANNINO, GIORNALISTA ECONOMICO, SCETTICO SULLE SCELTE DEL GOVERNO

(Public Policy) - Roma, 20 set - È in arrivo una nuova norma
che riguarda l'Ilva. L'ha annunciata mercoledì, per il Cdm di
venerdì, il ministro dello Sviluppo economico Flavio
Zanonato
, che ne ha illustrato i contenuti alle commissioni
Attività produttive e Industria di Camera e Senato.

L'ipotesi consiste nell'introduzione di un nuovo articolo
al Codice di procedura penale, il 104ter, per cui, in caso
di sequestro di attività produttive, il giudice nomina un
amministratore, che dispone anche dei soldi e ha il compito
di gestire l'attività e garantire produzione e occupazione,
anche con valore retroattivo.

Il provvedimento, secondo il Mise, dovrebbe garantire la
riapertura degli impianti, e non solo. Infatti, come ha
detto mercoledì Zanonato, andrebbe a garanzia anche "dello Stato,
che così confischerà un bene di maggior valore, che
dell'imputato, che se scagionato si ritroverà un'azienda che
ha continuato a funzionare e non ha perso il proprio
valore". Public Policy ne parla con Oscar Giannino,
giornalista economico e tra i fondatori del movimento
politico "Fare per Fermare il declino", niente affatto
convinto di questo intervento.

D. COSA NE PENSA DI QUESTA NORMA, PER ORA SOLO ANNUNCIATA?
R.
Direi che si incardina sul decreto di giugno (n.61 del 4
giugno 2013; Ndr), poi convertito in legge ad agosto.
Quell'intervento estendeva ampiamente i termini sia
temporali della sospensione di continuità dell'esercizio dei
diritti proprietari, all'interno delle società controllate,
sia in ordine alla conduzione ordinaria dell'azienda, fino a
tre anni.

Così si creava la fattispecie nella quale calare i poteri
commissariali previsti da questa nuova norma, a tutti gli
effetti sostitutivi dell'esercizio dei diritti proprietari.
Non siamo più in presenza di commissari ad acta, vuoi per
garantire l'esecutività dei provvedimenti della
magistratura, vuoi per garantire la contemperanza tra gli
interessi proprietari e gli investimenti da realizzare.
Siamo di fronte a figure straordinarie che sospendono a
tutti gli effetti ogni esercizio dei diritti
proprietari.

D. COME SI SPIEGA E SI LEGITTIMA UN SIMILE INTERVENTO?
R.
Dietro a questa norma c'è una particolare concezione del
diritto proprietario. La si fa discendere dai limiti della
proprietà privata, prescritti dalla Costituzione - la
proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge [...]
che ne determina i limiti allo scopo di assicurarne la
funzione sociale [...] - e si fa sopravvalere questo limite
costituzionale rispetto ai diritti della proprietà.
Questa è poi la vera ragione per cui un intervento simile è
possibile nel nostro ordinamento e non in quello di tutti
gli altri Paesi di tradizione liberal-democratica, dove
sarebbe inconcepibile.

D. SUL PIANO GIURIDICO SI CREA DUNQUE UNA FATTISPECIE
NUOVA. CON QUALI IMPLICAZIONI?
R.
È una fattispecie che non ha riscontro nella
legislazione degli altri Paesi. Non siamo l'unico tra i
Paesi avanzati ad avere lavorazioni e impianti che creano
grandi problemi ambientali, di sicurezza e salute. Se uno
conosce la geografia industriale dell'Europa, infatti, sa
che impianti di questo tipo ci sono nei grandi Paesi
europei. Noi invece siamo l'unico Paese avanzato per cui,
per effetto di provvedimenti cautelari della magistratura,
si interviene a piedi uniti con la sospensione
dell'esercizio dei diritti proprietari.

Ora, dal mio punto di vista, in un Paese civile può essere
benissimo che i manager e gli amministratori individuati
dalla proprietà non siano più in condizione di svolgere il
loro mandato, perché soggetti a provvedimenti restrittivi,
della libertà, o soggetti a misure interdittive della
capacità giuridica.

In questo caso non è che viene meno il diritto della
proprietà di sostituirli con altri amministratori di propria
fiducia per la continuità dell'esercizio di tutte le
funzioni: della produzione, delle risorse finanziarie,
dell'utilizzo degli imput intermedi di produzione.
Mettersi sotto i piedi la più elementare nozione del
diritto di proprietà è antitetico rispetto ai loro diritti.
Il diritto di proprietà scompare. Non è questione 'se sei
innocente rientrerai', perché nel frattempo, tutte le
decisioni assunte avverranno nella totale cecità della
proprietà.

D. E QUALI SONO I RISCHI CONCRETI, PER IL SISTEMA
INDUSTRIALE, E PIÙ IN GENERALE PER IL MONDO PRODUTTIVO?
R.
Di fronte a normative di questo tipo, in produzioni
sensibili, i gruppi internazionali cancellano l'Italia dalla
carta geografica.

La cancellano per quello che sta succedendo all'Ilva, per
sentenze come quelle della Thyssen, per le pene irrogate nel
processo Eternit. Tutte vicende dolorosissime, senza dubbio,
dal punto di vista dei danni alla popolazione e alla
sicurezza. Ma il cui effetto diventa impossibilità della
politica di sfidare la demagogia imperante. Il risultato è
che siamo l'unico Paese al mondo in cui succedono queste
cose.

D. MA ALLE OBIEZIONI IL GOVERNO POTREBBE SEMPRE RISPONDERE:
MEGLIO QUESTA NORMA CHE CHIUDERE.
R.
Non è vero che l'unica alternativa è chiudere: nel dl
Salva Ilva del Governo Monti (il dl n. 207 del 3 dicembre
2012, poi convertito dalla legge n. 231 del 24 dicembre
2012; Ndr) si impedì la chiusura ma intervenendo nel merito.
Naturalmente questo significa sfidare l'impopolarità e il
diritto della magistratura poi di impugnare il provvedimento
politico. È questo ciò che manca alla politica. Non si
tratta di difendere i Riva. Si tratta di non sacrificare un
principio 'sacro' che desertifica l'interesse all'estero per
il nostro Paese.

Che diventa un Paese nel quale puoi rischiare non solo -
come è giusto - di essere indagato e processato per
malefatte, ma di essere spodestato, e subire per anni le
conseguenze economico finanziarie per anni, senza aver avuto
la facoltà di intervenire sulle decisioni assunte.(Public
Policy)

LEP

© Riproduzione riservata