Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

IMMIGRAZIONE, FINI: DELLA 'MIA' LEGGE CAMBIEREI QUALCOSA

14 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 14 dic - Della legge Bossi-Fini
"confermerei il principio 'permesso di soggiorno solo per
chi ha un contratto di lavoro'. Cambierei altre parti
relative a chi perde il lavoro, e quindi rischia di
diventare clandestino, e ricongiungimenti familiari". Lo
scrive il presidente della Camera e leader Fli Gianfranco
Fini, in risposta alla domanda di un blogger del Fatto
Quotidiano.

LA LEGGE BOSSI-FINI
È il modo in cui viene indicata la legge 189 del 30 luglio
2002 (XIV legislatura). Prende il nome dall'allora leader di
An e da quello della Lega Nord Umberto Bossi, primi
firmatari. Prevede il rilascio del permesso di soggiorno
alle persone che dimostrino di avere un lavoro per il loro
mantenimento economico. A questa regola generale si
aggiungono i permessi di soggiorno speciali e quelli in
applicazione del diritto di asilo.

La norma ammette i respingimenti al Paese di origine in
acque extraterritoriali, in base ad accordi bilaterali fra
Italia e Paesi limitrofi. Prevede inoltre che l'espulsione
sia immediatamente eseguita con l'accompagnamento alla
frontiera da parte della forza pubblica.

Gli immigrati clandestini, privi di validi documenti di
identità, vengono portati nei Cie (Centri di identificazione
ed espulsione), istituiti da una legge precedente (la
Turco-Napolitano), per essere identificati. (Public Policy)

GAV

© Riproduzione riservata