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Immigrazione, Pisapia: a Milano forte presenza siriana, ma per brevi periodi

pisapia 15 luglio 2014

ROMA (Public Policy) - "Milano, dall'ottobre 2013, quando il flusso dei siriani si è rafforzato, ha registrato una presenza di oltre 14mila persone di nazionalità siriana, con l'anomalia che in certi giorni arrivavano 50-100 persone e il giorno successivo, senza nessun comprensibile motivo, arrivano 1000-1500 persone da varie parti d'Italia". Lo ha detto, durante un'audizione nel Comitato Schengen, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia(nella foto), nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui flussi migratori.

Oltre ai siriani, ci sono gli eritrei: "Sono circa 615 - ha spiegato Pisapia - e non hanno punti di riferimento all'estero". Una caratteristica, quest'ultima, che li distingue dai siriani, "che stanno tendenzialmente vicino alla stazione centrale per partire con il primo treno o con chi gli offre, spesso ingannandoli, passaggi pagati per andare, generalmente, nel Nord Europa".

La durata media di permanenza media dei siriani, ha detto ancora il sindaco di Milano, "è di cinque giorni; il problema è se poi riescono a superare la frontiera". In quanto ai minori stranieri non accompagnati, a Milano ne sono arrivati "200 dall'inizio dell'anno, da Egitto, Albania, Kosovo ed Eritrea. L'impressione è che possano raddoppiare nel corso dell'anno".

Le persone che chiedono asilo sono invece poche, "qualche decina", e questo secondo Pisapia "è il tema che secondo noi porta a dire che in questa fase più che una necessità di intervento sull'attuale normativa serve un intervento sulla grande novità di flussi improvvisi di soggetti che hanno una necessità di accoglienza molto momentanea".

Una delle proposte del sindaco di Milano riguarda l'uso delle scuole e degli edifici in disuso per ospitare i migranti: "Ci sono moltissime scuole o edifici che in questo momento sono vuoti. Secondo me servirebbe un investimento in quella direzione che possa dare una svolta all'economia, con l'impegno di destinare poi quegli edifici a finalità che abbiano un interesse nazionale". (Public Policy)

GAV

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