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In GU, dopo 16 anni, un decreto attuativo sul microcredito

imprese 02 dicembre 2014

ROMA (Public Policy) - Pubblicato in Gazzetta ufficiale, dopo 16 anni, un decreto attuativo previsto dal Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia che disciplina la concessione di microcredito alle imprese. Nello specifico il testo unico risale al 1993 ma il comma - il numero 5 dell'articolo 111 - che prevede il decreto attuativo del Mef è stato inserito solo nel 1998 per disciplinare, tra l'altro: i requisiti concernenti i beneficiari e le forme tecniche dei finanziamenti; i limiti all'ammontare massimo dei singoli finanziamenti, al volume di attività e alle condizioni economiche applicate; le caratteristiche dei soggetti senza fini di lucro che possono beneficiare di tassi agevolati; le informazioni da fornire alla clientela.

Il decreto attuativo specifica quindi che il microcredito previsto dal testo unico del '93 è finalizzato "anche alternativamente" a: l'acquisto di beni, ivi incluse le materie prime necessarie alla produzione di beni o servizi e le merci destinate alla rivendita, o di servizi strumentali all'attività svolta, compreso il pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative; alla retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori; al pagamento di corsi di formazione.

I finanziamenti - spiega il testo - "non possono essere assistiti da garanzie reali" e non possono eccedere il limite di 25mila euro per ciascun beneficiario. Il limite può essere aumentato di 10mila euro qualora il contratto di finanziamento preveda l'erogazione frazionata subordinando i versamenti successivi al verificarsi di determinate condizioni. L'operatore di microcredito può concedere allo stesso soggetto un nuovo finanziamento per un ammontare, che sommato al debito residuo, non superi il limite di 25mila euro o, in alcuni casi, di 35mila euro. La durata massima del finanziamento non può essere superiore a sette anni, tranne alcune eccezioni. Possono essere finanziati anche "progetti di inclusione sociale e finanziaria destinati a persone fisiche che si trovino" in "condizioni di particolare vulnerabilità economica o sociale".

Tra le altre cose il decreto specifica che non rientrano nell'attività di microcredito: la concessione di crediti di firma anche nella forma di garanzie personali; la concessione di finanziamenti a fronte della cessione del quinto dello stipendio o della pensione ovvero a fronte di delegazione di pagamento relativa a un credito retributivo.

"È precluso agli operatori del microcredito - si legge - di avvalersi di consorzi o fondi di garanzia che coprano il rischio di credito in una percentuale superiore al 80% di ogni finanziamento concesso". I limiti massimi di finanziamento previsti dal decreto possono essere aggiornati ogni tre anni. (Public Policy)

NAF

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