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IMU-CIG, DA CAMERA STOP DOPPI STIPENDI E PROROGA CONTRATTI MAESTRI

imu 19 giugno 2013

IMU-CIG, DAL GOVERNO IPOTESI STOP DOPPIO STIPENDIO ANCHE PER NON PARLAMENTARI

(Public Policy) - Roma, 19 giu - Stop alla doppia indennità
anche per i viceministri che sono parlamentari e per i
"tecnici" del governo; più tempo per fissare i criteri per
la Cig in deroga; proroga dei contratti a tempo delle
maestri degli asili e delle scuole materne comunali
fino a
luglio 2014; meno tetti per le anticipazioni di tesoreria
per i Comuni
e estensione anche alle unioni di comuni.
Queste le modifiche apportate dalla Camera al decreto
Imu-Cig
, che ha ricevuto ieri in serata il via libera
di Montecitorio
e che approderà ora al Senato.

COSA STABILISCE IL DECRETO: DA IMU A CIG
Si tratta del decreto che stabilisce la sospensione della
rata di giugno
dell'Imu sulla prima casa e l'impegno a fare
una riforma di Imu e Tares entro il 31 agosto di quest'anno;
il rifinanziamento per un miliardo della Cassa integrazione
in deroga
; la proroga a fine 2013 dei contratti a termine
degli statali che sono scaduti e superano il limite dei 36
mesi comprensivi di proroghe e rinnovi; il divieto per i
componenti del governo
di cumulare indennità di carica.

LAVORO RAPIDISSIMO DALLA CAMERA
Il lavoro delle commissioni Lavoro e Finanze della Camera è
stato rapidissimo e chirurgico, quasi lampo, tanto da essere
finito con un giorno d'anticipo rispetto a quanto stabilito.
Il decreto è approdato alla Camera il 28 maggio e già
giovedì scorso, dopo due settimane di audizioni, le
commissioni lo hanno licenziato, bocciando di fatto quasi
tutti gli emendamenti, che sono poi stati trasformati in una
lenzuolata di ordini del giorno (quasi 70 Odg).
Ieri poi il decreto è approdato in Aula per la discussione
generale e oggi, con sei modifiche approvate, ha ricevuto il
via libera dall'Aula.

STOP DOPPIO STIPENDIO PER VICEMINISTRI E TECNICI
La modifica più sostanziosa che è stata apportata al testo
del dl dalla Camera riguarda il doppio stipendio dei
componenti dei governo
.

Già le commissioni Finanze e Lavoro avevano esteso il
divieto di doppio stipendio ai viceministri-parlamentari (e
non solo a premier, ministri e sottosegretari come stabilito
dall'originario decreto). La proposta era contenuta in tre
emendamenti identici di Lega (primo firmatario Massimiliano
Fedriga), Fdi (prima firmataria Giorgia Meloni) e M5s (prima
firmataria Fabiana Dadone)
ed era stata l'unica approvata
dalle commissioni giovedì scorso.

Oggi in Aula è stato approvato un emendamento, a firma
Elena Centemero del Pdl, che estende il divieto anche ai
componenti "tecnici" del governo, come peraltro già chiesto
dalla commissione Affari costituzionali e dalla mozione di
minoranza della Lega nord.

PROROGA CONTRATTI AL 2014 PER MAESTRE ASILI COMUNALI
L'altra modifica più sostanziosa è quella che prolunga al
31 luglio 2014 i contratti a tempo determinato delle maestre
che lavorano nelle materne e negli asili comunali. La
modifica è stata introdotta nel testo da un emendamento a
firma Maria Coscia e Marialuisa Gnecchi del Pd, approvato
dall'Aula della Camera.

L'emendamento stabilisce che "per assicurare il diritto
all'educazione
, negli asili nidi e nelle scuole
dell'infanzia degli enti comunali, i contratti di lavoro a
tempo determinato del personale educativo e scolastico
possono essere prorogati o rinnovati fino al 31 luglio 2014
per i periodi strettamente necessari a garantire la
continuità del servizio e nei limiti delle risorse già
disponibili nel bilancio degli enti locali
".

COMUNI, NO TETTO A RICORSO A TESORERIA
Alcune modifiche, apportate in Aula, riguardano anche il
ricorso alle risorse della Tesoreria da parte dei Comuni,
per far fronte alle minori entrate derivanti dal dalla
sospensione dell'Imu per giugno.

Sono state inserite nel testo norme secondo cui: gli enti
locali che ricorrono all'anticipazione di tesoreria possono
utilizzare l'avanzo di amministrazione non vincolato in
deroga a quanto stabilito dalle leggi; per l'anno 2013 non
si applica il limite all'utilizzo dell'avanzo di
amministrazione non vincolato
; la possibilità dell'anticipo
di tesoreria è estesa anche alle unioni di comuni "con
riferimento, in tutto o in parte e in alternativa al suo
utilizzo da parte del singolo comune, all'incremento di
anticipazione consentito e riconosciuto a ciascun comune
componente dell'unione".

CIG IN DEROGA, PIù TEMPO PER FISSARE CRITERI
Sono stati poi modificati i tempi per stabilire i criteri
di concessione degli ammortizzatori in deroga
alla normativa
vigente, con particolare riguardo ai termini di
presentazione, a pena di decadenza, delle relative domande,
alle causali di concessione, ai limiti di durata e
reiterazione delle prestazioni anche in relazione alla
continuazione rispetto ad altre prestazioni di sostegno del
reddito, alle tipologie di datori di lavoro e lavoratori
beneficiari.

La versione originaria del decreto stabiliva che i criteri
dovessero essere stabiliti, con decreto del ministro del
Lavoro, di concerto con il ministro dell'Economia entro 30
giorno dall'entrata in vigore del decreto. La modifica
approvata dalla Camera stabilisce invece che il decreto
ministeriale debba arrivare entro 60 giorni dall'entrata in
vigore della legge di conversione del decreto e sentendo
anche il parere delle commissioni permanenti competenti.

PICCOLE MODIFICHE SU INDICAZIONI BILANCIO
Infine, i relatori del decreto Cesare Damiano (Pd) e
Daniele Capezzone (Pdl)
hanno inserito, l'ultimo giorno di
discussione del testo nelle commissioni Finanze e Lavoro,
due piccole modifiche al testo su indicazione della
commissione Bilancio
.

In una si specifica che tutte le decisioni in materia di
criteri di concessione della Cig
non debbano portare "nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".
Nell'altra si chiarisce che per gli effetti finanziari, in
termini di fabbisogno e di indebitamento, derivanti dal
rifinanziamento della Cig in deroga (pari a 57.635.541 euro
per il 2013)
"si provvede mediante corrispondente utilizzo
delle minori spese e delle maggiori entrate recate" dal dl
Imu-Cig.

BOCCIATA ELIMINAZINE IMU SU CASA E PER TERREMOTATI
Il lavoro della Camera è stato appunto rapidissimo, tanto
da sollevare le lamentele di diversi deputati
dell'opposizione
, dal M5s alla Lega, che è stato l'unico
gruppo a presentare una propria mozione di minoranza.
D'altronde dei 166 emendamenti che erano stati presentati
nelle commissioni Lavoro e Finanze ne sono "sopravvissuti"
solo 3.

Il vulnus che ha guidato la maggioranza, come ha più volte
spiegato Cesare Damiano (Pd), uno dei relatori al testo, è
stato quello di "fare in fretta e di non ammettere modifiche
sostanziali"
che verranno poi rinviate a riforme specifiche.
Così è stato. E per fare presto la maggioranza ha bocciato
anche emendamenti "programmatici", che fissavano ad esempio
dei paletti per la riforma futura dell'Imu.

Pd, Pdl e Scelta civica, quindi, si sono trovati a bocciare
ad esempio diversi emendamenti che chiedevano di programmare
l'eliminazione dell'Imu sulla prima casa e sulle pertinenze;
alleggerirla alle imprese e sospenderla alle zone
terremotate dell'Emilia, della Lombardia e del
Veneto
.(Public Policy)

VIC

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