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IMU, IL PIANO FISCALE DI MONTI: METÀ PRIME CASE ESENTATE DAL 2013

RIFORMA DEL CONDOMINIO 05 febbraio 2013

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(Public Policy) - Roma, 5 feb - Circa 10 milioni di
abitazioni, su un totale di 20, non dovranno versare nemmeno
un euro di Imu. Questa media del 50% toccherà punte del 75%
per i nuclei familiari con due figli a carico e crescerà
ulteriormente, fino ad avvicinarsi al 100% per le famiglie
più numerose. Il costo degli interventi sarà di circa 2,5
miliardi di euro, che saranno coperti tramite la riduzione
della spesa pubblica primaria.

Questo il piano fiscale di Scelta civica, la lista di Mario
Monti, "che si è impegnata a ridurre l'Imu sulle abitazioni
principali dei cittadini italiani già a partire da
quest'anno". Verrà raddoppiata la detrazione attualmente
prevista (che passerà da 200 a 400 euro) ed anche di quella
aggiuntiva spettante per ciascun figlio a carico fino a 26
anni (che passerà da 50 a 100 euro). Monti ha anche previsto
l'introduzione di una detrazione aggiuntiva di 100 euro per
le abitazioni principali degli anziani che vivono soli.

ABROGARLA DEL TUTTO È "POPULISMO"
Il Piano prevede anche, per una grandissima fetta dei non
esentati, la riduzione dell'Imu sull'abitazione principale
ad importi inferiori ai 100 euro. "Perché allora non
abrogare del tutto l'Imu sulla prima casa, come proposto da
altri schieramenti politici? Perché l'equità è una cosa, il
populismo un'altra". Secondo Scelta civica l'equità impone
di esentare tutti coloro che hanno abitazioni principali
piccole e medie, tenendo inoltre conto della composizione
del nucleo familiare.

Non manca un accenno indiretto alle polemiche di questi
giorni tra Monti e Berlusconi: "Il populismo - si legge -
predilige invece la facilità del messaggio propagandistico
anche a costo di sacrificare l'equità tra i cittadini e
rendere omogenee davanti al fisco situazioni patrimoniali e
familiari che omogenee non sono. I guasti creati dal
populismo, in questi ultimi quindici anni, sono sotto gli
occhi di tutti. Dopo averne sanato i danni con un rigore
doloroso quanto inevitabile, è tempo di progredire verso
l'equità, non di retrocedere a nuovo populismo". (Public
Policy)

DAP

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