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IMU, LETTA: VIA QUELLA DI GIUGNO. LE IPOTESI IN CAMPO /FOCUS

RIFORMA DEL CONDOMINIO 29 aprile 2013

(Public Policy) - Roma, 29 apr - Enrico Letta, nel suo
discorso programmatico, ha promesso: "L'Imu di giugno sulla
prima casa non si paga". Una "sospensione" per dare il tempo al
Parlamento di fare una "riforma complessiva" del sistema
fiscale. Una risposta alle ripetute richieste di Pdl, Silvio
Berlusconi in testa, che più volte erano andati ripetendo in
queste settimane: "Via l'Imu o salta tutto".

Renato Brunetta aveva già minacciato: "Se l'Imu non viene
restituita non diamo la fiducia". Letta parla alla Camera,
affronta il punto Imu, e Brunetta trae - intervistato dal
TgLa7 - le sue conclusioni (non specificate da Letta):
"Soddisfatto. L'importante è che gli italiani non paghino
l'Imu a giugno e non la pagheranno neanche a settembre e
saranno rimborsati per l'Imu pagata nel 2012". L'ex ministro
della Pa poi sottolinea: "Però non si sa dove Letta prenderà
i soldi: noi lo sappiamo e lo proporremo con molta umiltà".

PDL: ABOLIRLA. PD: RITOCCARLA. DELRIO: LASCIATELA
Le posizioni sul tavolo sul come "superare" l'attuale
sistema dell'Imu, per dirla con Letta, sono diverse. Starà
al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, trovare, in
Parlamento, la quadra. Il Pdl sulla cancellazione della
tassa sulla prima casa (e sulla restituzione dei pagamenti
del 2012) ha impostato tutta la campagna elettorale. La
linea è nota: via la tassa, restituzione dei pagamento del
2012.

Il Pd vorrebbe invece una "revisione" della tassa, con
l'ipotesi di esentare chi paga fino a 500 euro di tassa,
redistribuendo l'onere sulle fasce più alte dei
contribuenti. I Comuni chiedono invece di lasciare la tassa
così com'è e di lasciarla agli enti locali, che poi
eventualmente provvederanno ad applicare dei saldi.
La settimana scorsa è stato Graziano Delrio, presidente
dell'Anci e ora ministro della Coesione territoriale, a
dire: "Sconsiglierei al Parlamento di togliere o tagliare
l'Imu: lasciatela ai Comuni e poi noi faremo gli
sconti".

QUANTO COSTA ABOLIRLA. SI VA VERSO MAXI-MANOVRA
L'Imu sulla prima casa vale 4 miliardi l'anno. Abolirla
significherebbe dover trovare 4 miliardi per il 2013 e 4 per
il 2014 da qualche altra parte. Se poi il Parlamento
approverà anche la restituzione dell'Imu, di miliardi nel
2013 se ne dovranno trovare 8. Ma trovare queste risorse,
insieme a quelle per coprire il mancato aumento di un punto
di Iva a luglio, significa fare una maxi-manovra finanziaria
correttiva subito. Una manovra da, minimo, 11 miliardi di
euro.

Una manovra necessaria anche perché, nel Documento di
economia e finanze (Def) all'esame delle Commissioni
speciali di Camera e Senato, il pareggio di bilancio
(previsto entro quest'anno) è garantito proprio dagli oltre
23 miliardi di gettito complessivo dell'Imu, di cui quattro
arrivano dall'abitazione principale.

COME? TRE IPOTESI SUL TAVOLO
Si deve ora aspettare di capire come verrà modificato il
sistema fiscale. L'Imu attuale è un sistema transitorio e
per forza di cose il Parlamento dovrà decidere se e come
continuare a mantenere la tassa in vita. Tre ipotesi sono
sul tavolo. La prima, che sembra quella intrapresa da Enrico
Letta, prevede una moratoria dell'Imu sulla prima casa nel
2013. Una "sospensione" della tassa per dare il tempo al
Parlamento di preparare una riforma. Costo: 4 miliardi per
il 2013, e poi si vedrà.

La seconda ipotesi prevede l'aumento delle detrazioni (da
200 a 500 euro) che farebbe aumentare gli sconti ma non
eliminerebbe del tutto le entrate da Imu. La terza e ultima
opzione finora sul piatto (in Parlamento non sono state
depositate finora proposte di legge sull'abolizione
dell'Imu) è quella, lanciata dal sindaco di Roma Gianni
Alemanno (Pdl), di esentare dal pagamento dell'Imu sulla
prima casa chiunque stia sotto la soglia Isee di 15 mila
euro l'anno. (Public Policy)

VIC

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