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Industria 4.0, in Parlamento se ne parla da un po'

industria 4.0 16 maggio 2016

di Luca Iacovacci

ROMA (Public Policy) - Il neoministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha indicato tra le prossime priorità politiche lo sviluppo di una strategia italiana di Industria 4.0. In Parlamento l'argomento non è nuovo, anzi.

Se ne sta dibattendo proprio negli ultimi tempi, da molte angolazioni, in commissione Attività produttive a Montecitorio dove, da febbraio scorso, ha preso avvio un'indagine conoscitiva sul tema.

L'obiettivo è quello di 'arrivare alla definizione di un quadro normativo necessario a favorirne la realizzazione', valutando anche l'impatto della fabbrica digitale sul sistema industriale nazionale e sull'occupazione.

Proposte di incentivi fiscali per le imprese che investono nella digitalizzazione ma anche una spinte per obbligare l'amministrazione pubblica a fare il salto verso le nuove tecnologie.

E, ancora: piano nazionale del digitale, nuovi sistemi di reperimento dei fondi e ruolo svolto dalle università e dagli enti di ricerca, proposte concrete su come avviare partecipazioni tra settore pubblico e privato.

Sono stati molti, finora, i punti toccati durante il ciclo di audizioni svolto in X commissione. Vediamo, in sintesi, quanto emerso finora:

UNICO MODELLO POSSIBILE DI SVILUPPO?
Per Boston Consulting, multinazionale nel settore della consulenza strategica di business, l'Italia, per competere sul mercato internazionale, dovrebbe puntare su produttività e valore aggiunto. Questo è il motivo 'vero per cui 'Industria 4.0' è importante e strategico', rappresentando 'l'unico modo per competere'.

'Ha la peggio chi non innova', ha ricordato in proposito la filiale italiana di Roland Berger. Per McKinsey&Company, il compito delle istituzioni nello sviluppo strategico 'è quello di facilitare e creare l'ambiente più adatto all'innovazione'.

Per Microsoft il punto fondamentale resta quello di dotare il paese di un 'piano nazionale sul digitale'. Ma bisognerebbe anche creare un osservatorio unico 'che accompagni le imprese' alla digitalizzazione, trattandosi di un settore 'dove una normazione stretta e puntuale non è necessaria, mentre è importante trovare delle forme di incentivazione a sostegno e supporto di un mercato' in continua espansione.

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